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Prendi i soldi e scappa

Regia di Woody Allen vedi scheda film

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La recensione su Prendi i soldi e scappa

di LorCio
7 stelle

Voglio essere un po’ indulgente con l’opera d’esordio di Woody Allen, il debutto da solo, dopo la co-regia di Che fai, rubi?. Detto francamente, non siamo nei pressi di un capolavoro della comicità. Lo stesso Woody dice che il suo primo film andrebbe messo al rogo, che in alcuni stati americani potrebbe sostituirsi alla pena di morte. Certamente esagera, un’iperbole caustica che ben s’addice al personaggio. Pur con qualche schematismo di troppo e una manciata di minuti in eccesso (e si consideri il fatto che il film dura solo un’oretta e venti), Prendi i soldi e scappa non è sprovvisto di un suo interesse relativo al disegno del protagonista: un derelitto alla ricerca del suo posto nel mondo, che vorrebbe conformarsi alla massa (dunque alla delinquenza, declinata in ogni sua forma, sia sentimentale che utilitaristica) e non si rende del tutto conto di non poter compiere ciò perché incredibilmente fuori dal comune.

 

Woody Allen

Prendi i soldi e scappa (1969): Woody Allen

 

Sopra le righe o fuori di testa, il Virgil al centro dell’opera è forse la trasmigrazione più palese dell’anima alleniana nel suo cinema, forse perché risente delle ingenuità di chi è alle prime armi. Un po’ come avrebbe fatto Nanni Moretti meno di dieci anni dopo con Ecce bombo (altro regista che non può far a meno di essere attore perché miglior interprete di sé stesso), è una serie di gag che si susseguono fulminanti (da ricordare: la rapina in banca con la concorrenza criminale; le interviste ai genitori vergognosi; l’evasione con la pistola ricavata da una saponetta) con l’obiettivo di effettuare una autoanalisi sul mestiere di uomo e sui suoi rapporti col mondo esterno. Quel distruggere ogni volta gli occhiali sta a simboleggiare sia l’incomprensione degli altri e sia il tentativo, sempre fallito, di cambiare visione del mondo (tentativo che viene dagli altri, dall’esterno). Questo finto documentario – la tecnica della biografia fasulla verrà ripresa con maggiore determinazione in Zelig – è il primo passo, ingenuo e beffardo, che Allen effettua alla ricerca del suo ruolo. L’avrebbe trovato ben presto, e poi sappiamo come è andata.

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