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Taken - La vendetta

Regia di Olivier Megaton vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Taken - La vendetta

di alan smithee
2 stelle

Luc Besson senza ritegno: pazienza rimanere coinvolti in operazioni simili in veste di produttori; certi filmacci acchiappa pubblico potrebbero pure avere la loro ragion d'essere se permettessero nel contempo di finanziare la produzione di opere piu' ispirate e meno votate alla strategia di marketing. Ma ormai il Re Mida francese ed europeo non si vergogna piu' neanche di apparire in prodotti simili anche in veste di sceneggiatore...parola grossa, molto grossa in casi come questi, dove un successo, forse inaspettato, forse anche andato oltre i limiti strategicamente ipotizzati da calcoli sempre difficili da tradursi in realta', ha spinto qualche anno dopo questi illuminati "produttori" a girarne un seguito-fotocopia forte del medesimo cast, medesima scaletta di eventi e grossolana, gretta risoluzione fino al solito imbarazzante lieto fine. La solita robusta, per certi versi pure inviadiabile (almeno a casa nostra, confinati al "piccolo e improvvisato") produzione francese con mire internazionali che vuole contrastare (e in un certo senso ci riesce pure bene) lo strapotere hollywoodiano per molto tempo incontrastato. L'unica cosa su cui non sono d'accordo a proposito di quanto e' stato detto del film precedente (e probabilmente verra' ribadito di questo) e' quella di definire "bollito" un attore come Liam Neeson: attivissimo e sempre uguale a se stesso, forse un po' troppo poco selettivo nella scelta dei copioni che gli piovono addosso evidentemente senza ritegno, il corpulento, massiccio, rassicurante (e spesso bravo) attore irlandese dall'aria buona e mansueta, ormai varcata la soglia dei "60", appare in gran forma e dimostra almeno dieci anni in meno rispetto alla crudele incontrovertibile realta' anagrafica. Ma questo dettaglio non puo' aiutare in nessun modo un film dallo svolgimento "telefonato" prevedibile oltre ogni immaginazione (quando apprendiamo che la figlia del protagonista, insicura e ancora turbata della vicenda del primo capitolo, ha tra gli altri un problema di insicurezza che non le permette di passare l'esame della patente, non ci vorra' molto a farci intuire che ben presto verra' coinvolta in prima persona in un esagerato e stravisto inseguimento a rotta di collo tra le stradine contorte di una sempre seducente Istanbul diurna). Per non parlare dell'atteggiamento goffo e sospettoso del padre nei confronti del neo fidanzato della giovane, che si preoccupa piu' che la figlia frequenti un suo coetaneo normale ed educato, piuttosto che questa venga esposta per causa sua ai rocamboleschi ed esagerati inseguimenti che farciscono questo insensato polpettone, frutto di un'insana passione tra calcolo commerciale e triviale vuoto di ispirazione.

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