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Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno

Regia di Christopher Nolan vedi scheda film

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La recensione su Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno

di Gangs 87
10 stelle

L'ansia che vivacizza le attese riempie il cuore di desiderio e affanna i polmoni d'aria. Credevo che fosse solo una sensazione che precede un evento memorabile, invece, nei film "evento" che chiudono una saga, quella sensazione si prolunga per tutta la durata del film, se poi questo film lo dirige un genio di nome Christopher Nolan, allora tutto ciò che sembra anormale diventa normale e viceversa, al cubo. 
Con la piena coscienza di dover raccontare la fine, Nolan dirige un cast di attori feticcio che, come sempre in ogni suo film, fanno a gara per superarsi. Christian Bale che ormai è la colonna portante, il perno attorno al quale ruota, non solo tutta la storia ma ogni singola vita di ogni singolo personaggio, affascina ma non stupisce e se Bale (raccontato attraverso occhi e movenze di un "niente male" Tom Hardy) doveva essere, e a detta di molti lo è stato, la rivelazione stupefacente e macabra, io sono rimasta estasiata da Joseph Gordon-Levitt che riesce ad assorbire l'essenza di un addio, che raccoglie in se l'eredità di un futuro ignoto che dovrà salvare combattendo i demoni che minacciano non solo Gotham City ma anche le anime che la popolano. Anne Hathaway indossa i panni della più versatile cat-woman che io abbia mai visto, tiene testa a Batman e lo porta per mano per tutto il film, riuscendo a lasciare il segno (non solo con i suoi tacchi affilatissimi) più di chiunque altro. 
Un racconto lento e meticoloso, un addio(?) coi fiocchi (di neve) ad un personaggio che, anche se più volte è stato rappresentato al cinema, Nolan ha reso unico e irripetibile nel suo ego, indimenticabile. Una storia che vorresti non finisse mai, che si diffondesse all'infinito come i colori che racchiudono i sentimenti: il nero dell'anima, l'ocra della speranza, l'arancione tenue di un tramonto rassicurante (da guardare gustando un Fernet Branca) che avvolge un sogno che si trasforma in realtà come in "Inception" dove tutto si conclude con una carrellata di avvenimenti catartici, la firma di Nolan che rende spettacolare tutto ciò che passa attraverso il suo occhio discreto e vigile come quello di un enigmista sognatore.

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