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Manuale d'amore 3

Regia di Giovanni Veronesi vedi scheda film

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La recensione su Manuale d'amore 3

di will kane
4 stelle

In un'annata che ha visto le commedie targate Italia conquistare posizioni nella classifica dei film più visti che da trent'anni non sfioravano,in tale quantità,"Manuale d'amore" atto terzo,che ai nastri di partenza,con l'innesto di Robert De Niro sembrava tra i titoli più quotati nel totalizzare ottimi incassi,è stato invece la maggior delusione per la casa di produzione che l'ha allestito:è vero che "Amici miei-Come tutto ebbe inizio" è andato ancora peggio ed è costato anche di più,ma partiva anche più rischioso (e comunque è altrettanto fallimentare come operazione),e tuttavia sembrava che la franchise "Manuale d'amore" potesse andare avanti per chissà quanti capitoli. Tre storie con amori insoliti,che vedono l'avvocato Scamarcio che s'invaghisce,ad un passo dal matrimonio,della bella e capricciosa Laura Chiatti (ma si dovrebbe sposare con la Solarino,buttala via...) per scoprire che sta per compiere un passo falso enorme,in quel di Castiglione della Pescaia,il personaggio tv Verdone che si concede una scappatella extraconiugale con una mora assatanata per ritrovarsi in una situazione in stile "Attrazione fatale",e infine il professore americano di storia dell'Arte Robert De Niro che corteggia e si innamora della splendida spogliarellista Monica Bellucci,figlia del suo portiere di condominio Michele Placido.Il film è abbastanza balzano,rappresentando,come è consueto nella commedia italiana di oggi,un paese che non c'è,fin troppo solare o diretto discendente del mondo degli spot,con vistose ingenuità nell'assegnare parti e professioni dei personaggi.De Niro è impacciato,la Bellucci un pò troppo matura per il ruolo,Verdone ci mette più mestiere che convinzione,Scamarcio e la Chiatti sembrano stare sul set per fare un favore a Veronesi,e del cast meritano plauso solo Placido,che dà un piglio rustico ma efficace al proprio carattere,e la Finocchiaro,che tira fuori una sensualità fino ad allora relegata dietro la drammaticità delle donne che spesso rappresenta.Commenta il tutto il bravo Raphael Gualazzi,che curiosamente al Sanremo ove è stato presentato in pompa magna questo film si è aggiudicato il premio per i giovani con la stessa canzone che c'è come tema portante delle colonna sonora di "Manuale d'amore 3" (sicuri che sia stata una sorpresa la sua vittoria?).Da ridere c'è poco,da sbadigliare fin troppo.

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