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Pirati dei Caraibi 4. Oltre i confini del mare

Regia di Rob Marshall vedi scheda film

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La recensione su Pirati dei Caraibi 4. Oltre i confini del mare

di ethan
7 stelle

'Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare' - quarto capitolo della saga piratesca - vede l'importante cambiamento in cabina di regia, con il passaggio del testimone da Gore Verbinski a Rob Marshall, che riduce fortunamente le sequenze parlate al minimo sindacale, infondendo alla pellicola un ritmo senza cali di tensione, l'assenza di due dei personaggi fondamentali come Will Turner (Orlando Bloom) e Elizabeth Swann (Keira Knightley), sostituiti dalle new entry Angelica (Penelope Cruz) e il pirata Barbanera (Ian McShane), padre della ragazza.

La trama del film - che prende spunto dal romanzo 'Mari stregati' di Tim Powers - verte ancora una volta su una ricerca: stavolta l'obiettivo è la Fonte della giovinezza, che vede coinvolti l'ineffabile capitano Jack Sparrow (Johnny Depp), l'indistruttibile Barbossa (Geoffrey Rush), ora al servizio del re d'Inghilterra e tutti i vari personaggi secondari che avevamo conosciuto nei precedenti capitoli.

'On stranger tides', questo il sottotitolo originale, si apre con una rocambolesca sequenza d'inseguimento, in cui compare, in un cameo, addirittura la grande Judi Dench, introduce i nuovi personaggi, per poi procedere, sempre con contorni tra il divertito ed il picaresco, con il consueto campionario di inseguimenti, agguati, abbordaggi, esplosioni, tradimenti, innamoramenti (veri o falsi), per arrivare, dopo circa due ore, all'abituale finale che prelude all'ennesimo seguito.

Episodio molto criticato ma che dà rinnovato vigore alla serie, se la si prende per quel che è, cioè sano intrattenimento, plot fumettistico e personaggi bidimensionali e nulla di più e nulla di meno: Johnny Depp gigioneggia da par suo in un personaggio cartoonesco, Penelope Cruz è una buona partner che gli dà filo da torcere, Ian McShane (che in pratica sostituisce nella parte del cattivo il Davy Jones dell'irriconoscibile Bill Nighy) è un ottimo contraltare e il capitan Barbossa di Geoffrey Rush, che si insinua mellifluo tra tutti, chiude perfettamente il cerchio.

La componente horror dei precedenti film è molto mitigata e ridotta unicamente alla parte riguardante le sirene, compensata da un quantitativo maggiore di azione ed avventura pure, condensati finalmente in un minutaggio più contenuto.

Uno spettacolone popolare a tratti spassoso.

Voto: 7.

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