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Oceani 3D

Regia di Jean-Jacques Mantello vedi scheda film

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La recensione su Oceani 3D

di supadany
6 stelle

Mi sento oggettivamente in difficoltà nel parlare, e quindi valutare, questo docufilm.

Infatti, se da un lato le immagini che scorrono davanti al nostro sguardo sono di rara bellezza, dall’altro la scelta di seguire la vita acquatica nell’oceano in prima persona attraverso una voce narrante che si “spaccia” per i pensieri della nostra tartaruga alle prese con un viaggio lunghissimo (9000 km), e che sa di impresa, finisce con lo sminuire il contesto.

Certo è che per una volta la visione casalinga in bluray permette di fare comunque un piccolo passo avanti in questo visto che è possibile scartare il commento di Aldo, Giovanni e Giacomo a vantaggio di quello probabilmente più “rispettoso” di Claudia Catani.

In ogni caso questa prospettiva svilisce in parte la flora degli oceani, i commenti infatti sono spesso ripetitivi ed un’eccessiva enfatizzazione (per esempio ogni qualvolta uno squalo, o una minaccia in genere, si pone sul percorso) fa spesso capolino.

Per fortuna abbiamo le immagini, decisamente immersive, con anche alcuni vezzi di ripresa che testimoniano un lavoro lungo e meticoloso, una storia circolare che parte con la nascita delle tartarughine per concludersi con una nuova deposizione di uova (il cerchio naturale della vita insomma).

 

scena

Oceani 3D (2009): scena

 

E lungo i 75 minuti di materiale vediamo passare sullo schermo creature note ed altre meno, tra diversi tipi di squali e di cetacei per arrivare ad animali che nemmeno conoscevo (anche un po’ di didattica elementare non manca) come il Lamantino.

E dopo questa carrellata di incontri a scandire un viaggio che ha dell’incredibile, soprattutto per chi è abituato a vedere le tartarughe come esseri lenti ed impacciati, importanti sono i titoli di coda che ci ricordano i vari esemplari che abbiamo visto, tutti o quasi in serio pericolo di estinzione.

Un modo sincero per avvicinarci allo stato delle cose (non buono evidentemente), ma appunto per questi meriti oggettivi la scelta narrativa, poco tecnica e spesso finamai puerile nel testo, fa storcere il naso.

Insomma è un bel prodotto da guardare, ma piuttosto scomodo da sentire, se non fosse per i rumori ambientali che di tanto in tanto si fanno udire, per cui il risultato complessivo è complicato da cifrare, ma almeno per quanto mi riguarda la media rimane dignitosa.

Comunque rimane un peccato non aver saputo/potuto valorizzare tanto lavoro fino in fondo.

Spiazzante.

 

Jean-Jacques Mantello

Lavoro tecnico di buonissima levatura, ma come già sottolineato la scelta del racconto in prima persona, e con un testo banale alle spalle, svilisce in parte il risultato.

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