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La mano

Regia di Jirí Trnka vedi scheda film

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La recensione su La mano

di Genga009
8 stelle

Ultima opera del maestro della puppet animation che ha rivoluzionato l'animazione europea dal 1947 al 1965.

L'illustratore e artista cecoslovacco Jirí Trnka è uno dei registi più importanti al mondo nel campo dell'animazione in stop-motion. Negli anni dal 1936 al 1945, prima di produrre opere cinematografiche, l'artista cecoslovacco lavora in un laboratorio di marionette dove già mette a punto piccoli spettacoli e tecniche di proto-animazione imparate dal suo maestro burattinaio Josef Skupa. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando Trnka sta per creare il suo primo corto in puppet animation, la Cecoslovacchia viene liberata e passa sotto l'influenza politica e amministrativa dell'Unione Sovietica. Il cinema dell'artista cecoslovacco metterà sempre a fuoco in maniera allegorica le diverse realtà vissute dal suo Paese: quella nella quale Trnka era giovane dopo la Grande Guerra, quella del terrore durante il secondo conflitto mondiale e la terza sotto il dominio dell'URSS.

Il primo lungometraggio in puppet animation del regista, The Czech Year del 1947, è anche uno dei primi film interamente animati della storia dell'animazione europea. L'opera di Trnka narra attraverso sei sequenze la vita quotidiana di un villaggio rurale della Cecoslovacchia. L'utilizzo innovativo di marionette per realizzare i personaggi fa conoscere il film e l'artista europeo in tutto il mondo tra il 1947 e il 1949. A Venezia e a Parigi, The Czech Year vince infatti premi prestigiosi come l'International Prize for Animated Picture e la Medaglia della Biennale. Negli anni '50 e '60, Jirí Trnka riscuoterà un successo planetario con le proprie opere animate, tanto che sarà riconosciuto in futuro come "il Walt Disney dell'Est Europa".

 

locandina

La mano (1965): locandina

 

La poetica dell'artista si stratifica col tempo ma rimane sempre ancorata a principi morali saldi come il patriottismo, l'indagine dell'ignoto (è infatti uno dei primi animatori in stop-motion a ricorrere al surreale), l'attaccamento alla terra e il rigetto verso la tecnologia. Nel 1963, grazie al suo enorme contributo nel mondo dell'animazione cinematografica autoriale di più alto rilievo, il regista viene elogiato dallo Stato con il titolo di "Artista Nazionale". 

La Mano (1965), forse l'opera più importante dell'animazione cecoslovacca dopo Faust, Spiklenci Slasti e Dimensions of Dialogue di Jan Svankmajer, è un tetro cortometraggio di Jirí Trnka in cui un piccolo e spensierato vasaio viene avvicinato da una mano enorme. Quando la mano ordina al protagonista di scolpire una statua che la raffiguri, il vasaio si rifiuta. Questo corto, realizzato sempre con marionette in stop motion, rappresenta l'ultima creazione di Trnka. Anni dopo la sua realizzazione, l'American Film Academy dichiarerà La Mano il quinto miglior film d'animazione della storia. Quando Trnka morirà a Praga nel 1969 per complicanze cardiache all'età di soli cinquantasette anni, il film verrà bandito dalla Cecoslovacchia a causa della sua trama. La Mano, infatti, inscena un triste racconto che riflette un ambiente restrittivo in cui gli artisti devono lavorare secondo le imposizioni dettate da un sistema che soffoca la libertà di espressione. Maestri del surrealismo e dell'animazione in stop-motion come Jan Svankmajer e Bretislav Pojar devono molto alla filmografia di Trnka, sia da un punto di vista tecnico (anche se lo stile bizzarro e peculiare di Svankmajer si avvicina più alla pixilation di Norman McLaren), sia da un punto di vista concettuale. Pojar in particolare baserà, come il suo maestro Trnka, la propria poetica sulla presa di coscienza del reale e, dunque, sul disincanto e sulla poco felice concretezza della vita terrena.

 

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