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Luciano Serra pilota

Regia di Goffredo Alessandrini vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Luciano Serra pilota

di sasso67
4 stelle

Dopo la gloriosa vittoria nella Prima Guerra Mondiale, un ex capitano della Regia Aviazione langue di noia e d’inedia, sperando di rinverdire i fasti delle sue eroiche incursioni aeree, dopo avere rifiutato il mediocre impiego che gli offriva l’abbiente, ma borghese, suocero. Minacciato di sfratto dal proprietario della villa in riva al lago che il capitano Serra abita insieme alla moglie e al figlioletto Aldo, fissato come lui di imprese aviatorie, dopo che l’azienda elettrica gli ha tagliato la luce, il pilota viene abbandonato dalla moglie (ma non dal maggiordomo e dalla cuoca), che se ne torna da papà suo, portandosi via anche il figlio. Serra emigra quindi in Argentina, dove cade nelle grinfie di un impresario imbroglione, che vuole utilizzarlo come pilota per la prima trasvolata transoceanica, alla Charles Lindbergh e alla Italo Balbo. L’impresa va in fumo per il ritiro degli sponsor, ma, quando viene a sapere che suo figlio Aldo, ormai diciottenne, è diventato egli stesso pilota d’aereo, ruba l’apparecchio destinato alla trasvolata e trasvola da solo, anche senza sponsor. Approdato miracolosamente in Italia, apprende che finalmente è scoppiata una guerra (quella d’Etiopia) e, arruolatosi sotto falso nome, va a combattere in Africa tutto contento (“ne ha salvati tanti la guerra…” dice al cappellano militare), dove ha modo di salvare la vita a suo figlio, di lasciarci le penne e di meritarsi una decorazione alla memoria. Film di propaganda bellica, il cui fine precipuo sembra essere quello di giustificare la folle impresa del Regime in Africa Orientale, “Luciano Serra pilota” non preme mai eccessivamente il pedale dell’ideologia e può essere guardato, anche oggi, come un film avventuroso, impastato, soprattutto nella prima parte, con il melodramma.

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