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Gran Torino

Regia di Clint Eastwood vedi scheda film

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La recensione su Gran Torino

di steno79
8 stelle

Clint Eastwood è ormai, per giudizio quasi unanime della critica internazionale, uno dei più importanti e acclamati registi del cinema contemporaneo. Personalmente, ho seguito con molto interesse gli sviluppi della sua carriera registica, ma, pur essendone un ammiratore, ho sempre avuto qualche piccola difficoltà a trovare un suo film che potessi racchiudere nella definizione "capolavoro"; neppure quest'ultimo Gran Torino vi rientra, ma mi sembra molto efficace nel connubio fra la classicità della narrazione, tipica della fase matura di Eastwood, la moralità dello sguardo e la rappresentazione, tutt'altro che scontata e semplicistica, dei conflitti razziali nell'America contemporanea. Come è stato giustamente osservato, nel personaggio di Walt Kowalski confluiscono echi di svariati personaggi precedenti dell'attore, fra cui il Frankie Dunn di Million Dollar Baby e perfino l'ispettore Callaghan, echi che si fondono in una sintesi armonica dall'indubbio valore testamentario. Il regista sa rendere appassionante la storia dell'improbabile amicizia fra il razzista Kowalski e l'imbranato "muso giallo" Thao; perfino le sequenze di carattere comico-grottesco nel salone del barbiere, che ad una prima visione mi erano sembrate una netta caduta di stile e di gusto, aggiungono ulteriori prospettive allo sfaccettato ritratto di un personaggio divorato dal male di vivere e dal senso di colpa, che accetterà di espiare attraverso il sacrificio più estremo. La presenza del sacerdote cattolico è importante per esplorare i temi del peccato e della redenzione come in "Million dollar baby", mentre i figli e le loro rispettive famiglie, ritratti in modo negativo, ricordano i parenti tutti "brutti sporchi e cattivi" della pugilessa Maggie Fitzgerald. La sceneggiatura di Nick Schenk, esordiente al cinema e proveniente dalla televisione, è compatta e incisiva nella progressione drammaturgica, con riferimenti neanche tanto velati al western di una volta, e sa integrare con abilità alcune sequenze che ci mostrano usi e costumi della comunità Hmong. In America è stato il maggiore incasso fra i film diretti da Eastwood, con 148 milioni di dollari contro i 100 di Million Dollar Baby, ma stavolta le accoglienze della critica sono state decisamente più contrastate e l'Academy non lo ha preso in considerazione (ma, dopo i precedenti trionfi, un'altra vittoria non avrebbe cambiato molto). 

VOTO 8/10

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