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Regia di Giuseppe Tornatore vedi scheda film

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La recensione su Baarìa

di tafo
6 stelle

Come diceva giustamente qualcuno non bisogna criticare un film prima di vederlo, infatti.... Tornatore non delude le (mie) attese rifà un nuovo cinema paradiso riempiendolo di attori noti e non ( i due protagonisti ), siciliani e non, per cui alla fine ognuno sta sulla scena per qualche secondo. Quindi delle due l'una: o il regista non ha avuto il coraggio di tagliare qualche faccia nota nel montaggio, oppure con l'uscita del dvd vedremo un film diverso e più lungo. Il film dura due ore e mezzo, ma visto che il cast e di 892 attori lo spazio di ognuno non può che essere minimo. un capolavoro si ma di banalità, scenette che vorrebbero far ridere, ma che si rifanno al bagaglino o al massimo alla comicità di zelig ( il programma). I riferimenti storici non ci sono, perchè quando se ne mettono troppi, affastellati uno sull'altro senza un minimo di riflessione si ottiene il risultato di annullarli. Un opera gia pronta per l'oscar, perchè in fondo gli americani ci vedono così, bozzetti viventi tutti poveri e comunisti che alla fine se non  diventano ricchi diventano riformisti pronti ai compromessi politici. Il film non c'è affogato nel suo barocco, nelle sue macchiette che vorrebbero abbracciare tutto il mondo, ma l'unica speranza è che qualcuno abbia veramente la voglia di volare via da questo cinema stereotipato e senz'anima.
Un opera che più che ispirarsi , sbatte tra l'amarcord di Fellini e il solito Leone restando in mezzo, stordito, sorpreso dal fatto di aver avuto il privilegio di un budget mostruoso senza metterci dentro qualcosa di veramente diverso per grandezza o per emozioni. La trasformazione politica del protagonista, da comunista a riformista, insieme alla comicità di bassa lega sono forse le due metafore più azzeccate del nostro paese, nel senso che ne raccontano l'attuale declino politico e culturale, paese in cui si passa da Berlinguer a Craxi senza traumi, paese dove la mafia c'è ma non fà troppi danni, paese dove la storia non è importante quindi perchè perdere tempo a raccontarla, paese dove la comicità non può toccare i potenti, paese dove insomma tutti sono una cosa sola. Non sono sicuro che Tornatore volesse questo, volesse cioè tracciare un ritratto lucido dell'Italia ( non solo berlusconiana purtroppo ) ma nel dubbio e d'altra parte nella certezza che il suo capolavoro resta il camorrista ( o al massimo la sconosciuta) gli dò la sufficienza. 

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