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Tutti i numeri del sesso

Regia di Daniel Waters vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Tutti i numeri del sesso

di darkglobe
7 stelle

All’apparenza una black-comedy, in realtà un lavoro che denota un certo acume sul tema del sesso e della vita

Daniel Waters è uno sceneggiatore (Schegge di Follia, Batman - Il ritorno) cimentatosi alla regia solo due volte, la seconda proprio per Tutti i numeri del sesso, di cui è ovviamente anche autore del plot. Si tratta all’apparenza di una black-comedy, in realtà è qualcosa di più ovvero un lavoro che denota un certo acume, trattandosi di un film realizzato con una certa ricercatezza stilistica ed una buona dose di fantasia; tutto finalizzato alla costruzione di storie e circostanze che appaiono al limite del surreale ma che consentono allo spettatore più di qualche riflessione sul tema dei rapporti di coppia, con l'intento di suscitare un certo divertimento, pur non scadendo mai in assurde oscenità, nonostante si affronti senza veli il tema del sesso e delle rovinose pulsioni del protagonista.

Roderick Blank (Simon Baker) - si racconta in prima persona per l’intero film - è un giovane uomo d’affari che gestisce una catena di fast food di alta qualità ed è in procinto di sposarsi con la bellissima Fiona Wormwood (Julie Bowen). Il giorno dell’addio al celibato però la sua segretaria riceve un’email con un elenco di ben 101 nomi: non solo le 29 ragazze con cui il suo responsabile è già andato a letto, ma addirittura la lista completa di tutte le donne con cui dovrà incontrarsi intimamente in futuro.

Inizialmente Roderick pensa ad uno scherzo degli amici, ma ben presto si rende conto che è costretto impulsivamente a seguire l’itinerario amoroso, quasi una missione, al punto da rompere perfino il fidanzamento e ricevere il tifo degli stessi amici per ogni nuova conquista indotta o cercata, ma immancabilmente presente in lista. La sua segretaria lo convince ad un certo punto a seppellire la lista ma Roderick, prima di farlo, legge solo una parte del prossimo nome che inizia per "Dr. Mir..". E il promiscuo donnaiolo a quel punto sembra finalmente perdere la testa per un’avvenente e singolare veterinaria Miranda Storm (Leslie Bibb, presente in una quantità esagerata di serie televisive), salvo poi scoprire che la dottoressa non lo corrisponde affatto e lo vorrebbe solo come amico. Esasperato disseppellisce la lista e scopre in preda alla disperazione che la veterinaria non è affatto in elenco, anzi addirittura la poveretta scivola per terra e muore.

Roderick in tutto questo interagisce con tre strani agenti, che lo hanno condotto in una camera completamente bianca, il serio Alfa (Robert Wisdom), l’ansioso Beta (Tanc Sade) ed il sessocentrico Fred (Patton Oswalt), all’apparenza tutti e tre fuori di testa. Sono in realtà coloro che hanno in gestione la macchina che ha prodotto il noto elenco ed altre previsioni infallibili, tra cui la data di morte di tante persone, inviando email ai diretti interessati. Questi tre personaggi sono alla caccia di Gillian De Raisx detta Death Nell (Winona Ryder, non un caso se già presente in Schegge di follia dello stesso Waters), una psicopatica, oltre che poetessa amante del pentametro giambico, che seduce uomini predatori per drogarli e avviarli al coma. I tre agenti suggeriscono a Roderick di evitare altro sesso quando ormai mancano 20 incontri alla fine della lista, dato che sarebbe poi costretto a vedersela proprio con la pericolosa criminale.

Purtroppo, dopo un incidente in bicicletta, il giovane donnaiolo viene ritrovato da un gruppo di studentesse di un college cattolico in gita, che decidono tutte insieme di perdere la verginità ed oltretutto alla “festa” prende parte anche la conducente del bus. A quel punto, arrivato all’ultimo nome in lista, Roderick decide di affrontare Death Nell, la quale in una chiacchiarata solitaria gli racconta la sua dolorosa storia matrimoniale fatta di violenze ed umiliazioni, aspetti che spiegano i suoi atteggiamenti vendicativi verso certe tipologie di uomini.
Epilogo a base di un vicendevole scambio di pillole di droga, dopo l’ammissione delle colpe reciproche, ma finale a sorpresa.

Il film è da vedersi per la sua funambolica originalità, il tono tagliente, le strampalate soluzioni narrative distillate sempre con buon ritmo e la simpatica costruzione dei personaggi alcuni magari un po' stereotipati (la segretaria amica e premurosa, gli amici comprensivi e inneggianti, l'assatanato edicolante di riviste hard, i tre agenti guida che non raggiungono mai posizioni unitarie, la veterinaria con la compassione per gli oggetti inanimati). C’è un’ironia latente sul nichilismo di fondo di una società il cui motore propulsivo sembra eccessivamente condizionato da estetica e piacere sessuale. La disillusione è così profonda da portare il protagonista ad affermare che quando si fa l’amore “ci si scambia sguardi pieni di significati pensando che il significato arrivi dopo... ma provate a dire che si tratta di solo sesso!”; o ancora che “un uomo preferisce suscitare gelosia in un altro uomo piuttosto che averne rispetto”. Buone dunque le intuizioni sull'immagine del maschio votato alle conquiste sessuali che si trasformano ad un certo punto in una punitiva costrizione, con l’emozione dell’impresa (di completare la lista) che diviene più eccitante della conquista stessa, tranne quando Roderick perde la testa per la dottoressa ed il brivido della conquista ritorna a fluire nel suo corpo. Del Diario del seduttore, che pure proponeva la sua abietta dose di cinismo maschile, resta dunque ben poco: qui siamo al puro atto fisico e possessivo, talmente meccanico da culminare nella ributtante gerontofilia o sfiorare la folle necrofilia.
Emblematico che in questa iterazione di accoppiamenti il protagonista resti folgorato solo da due donne: la dottoressa dal collo scricchiolante che, come scritto, si rifiuta di iniziare con lui una storia che vada oltre l’amicizia pura e l’autrice di un bestseller sull’autocoscienza, Hope Hartlight (Frances Fisher), un tantino “vecchia” ma che agli occhi del protagonista pare essere “alta letteratura dopo 10 mesi di libri per bambini, gli scacchi dopo 10 mesi di dama.

Assai esplicita, pur se declinata in nuove forme diegetiche, appare la correlazione tra la vita, il sesso e la morte e soprattutto la riflessione sul senso della vita nella quale “il chi, il cosa, il dove e il quando non sono mai più importanti quanto il perché e in fondo neanche il perché è poi così importante” rispetto al vivere, sentirsi pienamente se stessi, presenti e consapevoli di sé. Winona Ryder ha in questo film tutto sommato un ruolo di secondo piano ma contribuisce assai bene ai risvolti sadici della trama.

Qualche critico improvvisato ha definito il film “rivoltante” e “blasfemo”, per la presenza di qualche bacio saffico o il linguaggio sessualmente esplicito. Si scopre addirittura che la Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale italiana si sia interessata a questo lavoro affermando che “é da valutare come inaccettabile, e nell'insieme volgare”. Giudizi che sembrano in qualche maniera non cogliere il fatto che l’apparente eccesso è solo una logica conseguenza della necessità di affrontare il tema sessuale con un tono libero e in maniera sfrontata, senza pregiudizi o atteggiamenti autocensori.

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