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Romanzo criminale

Regia di Michele Placido vedi scheda film

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La recensione su Romanzo criminale

di spopola
8 stelle

Un film cupo e disperato utile soprattutto per le nuove generazioni che non hanno vissuto in diretta il tragico periodo delle stragi che parla di amicizie inaffondabili e di esistenze perdute e allo sbando e ricorda alla lontana nella struttura portante, nei rimandi e nei collegamenti, il capolavoro di Leone (C’era una volta in America).

Finalmente un buon film compatto, coeso, ben strutturato e diretto con competenza, accurato nella forma con un ritmo incalzante che non ha niente da invidiare ai film d'azione che ci arrivano da oltre oceano e che ha in più il pregio di far pensare, riflettere, di mantenere vivio il ricordo su un passato terribile e oscuro che ci riguarda da vicino. Sorpendente la fotografia (eccezionale davvero Bigazzi) che tampina tutti i personaggi con piani spesso ravvicinati e convulsi, implacabili e realistici che scrutano, evidenziano, "anatomizzano" i volti e i corpi di uno stuolo di attori in stato di grazia: tutti perfettamente in parte e non solo per quanto riguarda i protagonisti... ma per ogni piccolo tassello del mosaico (e si sa come questo sia importante in un film che è soprattutto corale... con voci soliste è vero, ma che ha nel quadro di insieme, nei sottofondi, nelle implicazioni e nei collegamenti la sua forza maggiore e la sua principale ragione di esistere - e si sa quanto raramente accade questa totale identificazione anche facciale fra interpreti e tipi nella nostra cinematografia odierna9. Vivaddio: finalmente un film che riacquisisce lo spazio vacante di quella cinematografia media "di genere" da troppo tempo latitante che era capace di emozionare stimolando l'inytelligenza e la riflessione. Romanzo Criminale... ovvero... "C'era una volta in.... Italia". Un film cupo e disperato di esistenze perdute e allo sbando, di amicizie inaffondabili che ricorda nella struttura portante, nei rimandi nei collegamenti, proprio il capolavoro di Leone (certamente Placido lo ha tenuto presente nell'assumersi l'oneroso compito di portare a termine l'operazione, come ha tenuto conto di molto cinema americano, fino ad assimilare la lezione talmente bene, da riuscire a fornirne una visione autonoma e personale). Molto merito sta anche nella sceneggiatura che è riuscita a districarsi in maniera esemplare nel fluviale materiale offerto dal romanzo originale (in parte modificato, ma mai tradito), anche nei passaggi più ovvi e scontati o nei personaggi più stereotipati (penso alla figura del grande vecchio che tira le fila e del tentacolare esecutore materiale delle suetrame e soprattutto al personaggio della Trinca... necessario nella dinamica dei fatti, ma sicuramente il più ovvio e risaputo di tutti, quello con meno spessore): Insomma un film che ci auguriamo tutti non rimanga un caso isolato e che faccia riaffiorare un filone meno asfittico che riesca a ravvivare in qualche maniera la nostra cinematogrfia rendendola finalmente di nuovo "competitiva" anche sotto il profilo della spettacolarità e non solo dei contentui: Un film utile soprattutto per le nuove generazioni che potranno prendere contatto e conoscenza con molti ddi quei misteri che hanno avvelenato la nostra vita, che hanno determinato stragi e disastri ancora impuniti che i potenti implicati - i responsabili più diretti e infami tutt'ora al potere (loro o le loro emanazioni)sono riusciti a tenere occultate nelle loro responsabilità (e come poteva essere altrimenti se siamo al punto in cui siamo?) C'è un discorso del "grande vecchio" che prefigura questa apocalittica visione... che può risultare scontato col senno di poi... ma assolutamente necessario per aiutarci a capire e riflettere sulle origini duel nostro presente, per restituire le colpe a quelle parti politiche, a quelle istituzioni cche continuano a rifiutare di assumersi le loro pesanti e criminali responsabilità

Su Anna Mouglalis

Una rivelazione!!!

Su Michele Placido

Caro Michele, vedi che quando sei bravo siamo tutti pronti a riconoscerti i meriti? E allora non incavolarti per i risolini, le critiche devastanti avute per le tue due precedenti opere e convinciti: Ovunque sei era davvero una ciofeca.... fattene una ragione. Le responsabilità di quella casduta sono tue, non di chi ha avanzato critiche e riserve, credimi!!!!

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