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Kill Bill. Vol. 1

Regia di Quentin Tarantino vedi scheda film

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La recensione su Kill Bill. Vol. 1

di maso
6 stelle

Una doverosa premessa che qualcuno dovrebbe avere il coraggio di fare: QUESTO NON E' UN FILM COMPLETO! E' IL PRIMO TEMPO DI UN FILM CHE I PRODUTTORI DURANTE LA REALIZZAZIONE INTUIRONO SAREBBE STATO TROPPO LUNGO DA PROIETTARE NELLE SALE E DECISERO DI SPACCARLO IN DUE, NON ACCETTERO' OBIEZIONI SU QUESTO PUNTO VISTO CHE NOI ITALIANI ABBIAMO UN CAPOLAVORO FIRMATO BERTOLUCCI CHE SI INTITOLA "NOVECENTO" AVENTE LA STESSA LUNGHEZZA TANTO CHE FURONO NOMINATI UN ATTO I ED UN ATTO II MA NESSUNO HA MAI PENSATO DI CLASSIFICARLI COME DUE FILM DISTINTI.

CHIARITO QUESTO PUNTO VADO PRIMA A DISATtivare il caps lock e poi disinserisco il grassetto per occuparmi nel dettaglio di questo giocarello che considero senza remore il film più trascurabile di Tarantino per il semplice fatto che è completamente privo di colpi di scena, di una sceneggiatura roboante e cosa ancor più rilevante di una storia degna di questo nome.

La genesi di questo film nasce dalla lunga militanza del suo autore in un video shop in cui faceva scorpacciate di film d’azione di ogni genere: dal kung-fu made in China fino ai nostri spaghetti action che lo hanno formato prima del grande salto dietro la m.d.p. e “Bill Kill” come lo chiamo io è un aggiornamento di quel genere di film realizzato con ingenti capacità produttive da un regista di indubbio talento che ha purtroppo trascurato l’aspetto narrativo dell’operazione limitandosi per così dire a raccontare la vendetta di Uma fette lunghe Thuram che mostra fiera alla telecamera la lista dei suoi aguzzini che verranno colpiti uno ad uno fino ad arrivare a Dave Carradine assoldato su imbeccata della prima scelta per il ruolo di Bill ovvero Warren Beatty a cui Tarantino non faceva altro che ripetere che avrebbe dovuto recitare come Carradine che a rigor di logica fu poi ingaggiato nonostante fosse parcheggiato ormai da sei lunghi anni successivi a una serie di ciofeche in celluloide.

Il film non mi entusiasmò in sala e non mi esalta in casa proprio perché Tarantino mi aveva abituato con i suoi lavori precedenti alla rappresentazione dei conmen e dei losers più pittoreschi della città inseriti in un contesto narrativo ricco di svolte e ribaltoni accentuati nel loro accadere da un montaggio filmico spesso spiazzante e più di una volta fuorviante, in “Bill Kill” c’è ben poco da scoprire in fatto di trama, ha più o meno la struttura narrativa del film postumo di Bruce Lee “Game of death” in cui ad ogni piano della pagoda si scontrava con un nemico, e non è un caso che la sua finlandese gialla sia indossata anche dall’eroina di “Bill Kill”, è un altro ovvio rimando a quel film che Tarantino avrà sicuramente sgranocchiato insieme ad altri mille simili e riprodotto in meglio, se lo si prende per quello che è e cioè un film di bastonate è assolutamente grandioso visto l’impegno profuso dai suoi interpreti negli allenamenti per la preparazione alle scene ma è anche qui che nasce la mia delusione visto che Tarantino non ha migliorato altro che l’esposizione delle sequenze trascurando tutto il resto ed aveva sia i mezzi che le capacità per farlo, inserendo poi la sequenza animata in cui ci viene raccontato il passato sanguinolento O-Ren Ishii strizza l’occhio ad un pubblico molto giovane che altro non può fare se non digerire senza intoppi questa storia di catene bastonate e cinematografia sperimentale prendere o lasciare, bellissime sequenze di lotta ma finisce li e non mi sembra che cinque ore di film fossero necessarie per tutto ciò.

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