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Il dottor Stranamore

Regia di Stanley Kubrick vedi scheda film

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La recensione su Il dottor Stranamore

di Stefano L
9 stelle

Ingegnosa e caustica satira politica sulla guerra fredda e sul clima di angoscia causato dalla lunga inimicizia tra gli Usa e la Russia. Stanley Kubrick si allontana dal dramma dei condannati a morte di "Orizzonti di Gloria" a favore di una di un’opera parodistica focalizzata sulle manie dei millantatori del governo e dell'esercito americano. Nel 1964, subito dopo la Crisi missilistica di Cuba, si viveva in un periodo di costante terrore e Kubrick voleva produrre una pellicola che avrebbe reso noto quanto fosse pericoloso il possesso di armi micidiali. Gli Stati Uniti detenevano testate nucleari devastanti e la sola possibilità di fruizione veniva sfruttata quale deterrente per tenere a bada i paesi ostili. Un folle comandante, Jack D. Ripper, vuole però mettere in atto il “piano R”, ovvero un attacco a sorpresa contro l’Unione Sovietica, elucubrando su una delirante offensiva. A suggerire l'ossessione di grandezza del disturbato generale intervengono le inquadrature congeniali a mettere in evidenza il suo ego e le corrispettive, nonché sgangherate filosofie sulla fluorocontaminazione («i comunisti bevono solo vodka») studiata dai sovietici (una giustificazione plausibile alla sua impotenza). Intanto Peter Sellers, bravissimo nei suoi tre differenti ruoli, impersona dapprima il colonnello inglese Lionel Mandrake, simbolo della posizione passiva e razionale dell'Europa verso un possibile conflitto, poi il presidente Muffley, decisamente esilarante e bislacco di fronte a tale minaccia, ed in conclusione, come suggerisce il titolo, il Dr. Strangelove, stralunato scienziato ex nazista che spiega, tra isterismi ed una non celata saccenteria, l'utilità ed il meccanismo del pericoloso "ordigno di fine mondo" della base di Laputa. Il dottor Stranamore è quindi la maschera più spaventosamente grottesca dell’intero racconto... Sfruttando la sua conoscenza sull’energia atomica, ha un solo obbiettivo: arrivare all'olocausto che aveva preparato in Germania per Hitler e non era stato in grado di eseguire; pazzo, sconvolto, fisicamente handicappato, viene “tradito” dall’utilizzo di un braccio artificiale, il quale si alza automaticamente (Heil!). Denota inconsapevolmente che qualsiasi protocollo ha un buco da qualche parte o una scappatoia per aggirare le precauzioni di sicurezza… Umorismo nero e un filo di misantropia contro le super potenze sono gli elementi chiave di questa provocatoria (anche se un po' caricaturale) e sferzante black-comedy dai toni apocalittici. In questo film si tocca un soggetto sensibile, un sottotesto che ci ricorda l’attitudine allarmante dell'uomo a sterminare se stesso, sperando sopravvivere al proprio annientamento. Gli strumenti di distruzione, se controllati dalle mani sbagliate, possono solo portarci a un disastro planetario. Kubrick si occupa di questo argomento in modo tagliente, e in ogni dettaglio è in grado di dimostrare che il patriottismo di qualunque nazione, spesso, dovrebbe apparentemente giustificare ogni possibile crimine. La gente è fondamentalmente stupida e la sua stoltezza non si dissiperà mai. Nessun stereotipo, o vecchio cliché ... La trama è eccellente e ben sviluppata. "Dr. Strangelove" è il metraggio più profondo di Kubrick nelle tematiche trattate. Prende il volo immediatamente e si muove con grande ritmo per tutto l’andamento. La messa in scena è assolutamente impeccabile.  

 

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