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Bussano alla porta

Regia di M. Night Shyamalan vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Bussano alla porta

di axe
6 stelle

Wen e la sua famiglia, omogenitoriale, sono in vacanza in una baita isolata, all'interno di un bosco. La tranquilla routine dei villeggianti è turbata dal sopraggiungere di quattro individui, all'apparenza persone normali, ma animati da un fervore mistico e molto determinati nelle loro decisioni. Fanno irruzione nella casa, immobilizzano i due adulti, e spiegano che essi dovranno scegliere chi, tra i membri della famigliola, dovrà morire; tale sacrificio arresterà l'imminente apocalisse, le cui piaghe si stanno manifestando. La richiesta non trova soddisfazione da parte dei due papà di Wen, convinti di trovarsi di fronte ad un gruppo di folli i quali, con la frequentazione reciproca, avrebbero amplificato le loro manìe. Ma è tra essi che si verificano le prime vittime; per ogni morto, si scatena una piaga. I membri della famiglia di Wen, dunque, iniziano a porsi delle domande circa le allarmate affermazioni dei loro carcerieri. M.Night Shyamalan dirige un horror / thriller in grado, come di consueto per le opere del regista naturalizzato statunitense, di catturare l'attenzione dello spettatore e portarlo a riflettere su temi importanti. Sin dall'inizio, la suspense è molto alta. L'enigmatico approccio di Leonard (una sorta di "potente in pace") nei confronti della tenera ed indifesa Wen cattura immediatamente l'attenzione. Dopo l'irruzione nella baita e l'immobilizzazione dei genitori adottivi di Wen, Andrew ed Eric, da parte di Leonard e dei compagni Redmond, Adriane e Sabrina, ci aspetteremmo una spiegazione, che arriva, ma è talmente incredibile da non convincere nessuno. Di certo, non lo spettatore; men che meno Eric ed Andrew, terrorizzati anche per la sorte della bambina e pronti a sfruttare una buona occasione per respingere gli assalitori. Eppure, le catastrofi paventate dai quattro, che si sono incontrati guidati da visioni annuncianti l'arrivo della fine del mondo, si verificano. Ognuno di essi è un "cavaliere dell'apocalisse"; il loro essere è permeato da una valenza negativa, ed una positiva. Sono la nèmesi per l'umanità, ma offrono una via per la redenzione e la salvezza, tramite il loro stesso sacrificio. Il racconto non dà ulteriori spiegazioni circa la natura delle entità che posseggono i corpi - ed illuminano le menti - dei quattro, nè motivazioni per la loro venuta in quel dato luogo / giorno, o la scelta della famigliola di Wen, risultando, a mio parere, incompleto. Approfondisce le reazioni dei due genitori affidatari della bambina, i quali, solo nel momento in cui sono di nuovo liberi - deceduti i quattro "cavalieri" - scelgono di compiere il sacrificio richiesto ed interrompere la spirale di inspiegabili e singolari sciagure di cui il televisore ha riportato le allarmanti notizie. Non è una scelta facile, per alcuno, ma infine, convinti che tutto quanto stia accadendo veramente, fanno quanto ritengono giusto. Nulla da dire circa le prestazioni attoriali; nel cast abbiamo Dave Bautista - Leonard - e Rupert Grint, il Ron degli "Harry Potter" - Redmond. Eric ed Andrew sono interpretati rispettivamente da Jonathan Groff e Ben Aldridge; il regista cura con molta attenzione il "percorso di persuasione" dei loro personaggi. Gran parte del racconto è ambientato in una casa al centro di una radura, in un bosco. In questo "microcosmo" si ha l'epilogo di una vicenda umana, il cui senso è connesso alle metaforiche immagini dedicate alla cattura dei grilli, gioco per Wen; consapevolezza, libero arbitrio, responsabilità sono temi al centro di un film che ho trovato intrigante ed avvincente, ma non del tutto riuscito.

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