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Jerrod Carmichael: Rothaniel

Regia di Bo Burnham vedi scheda film

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La recensione su Jerrod Carmichael: Rothaniel

di mm40
6 stelle

Giunto al suo terzo monologo, l'attore Jerrod Carmichael decide di liberarsi dei suoi segreti. Il più pesante di tutti è quello che occupa la gran parte dello spettacolo: Carmicheal decide infatti in maniera molto diretta e senza alcun sensazionalismo di fare coming out e dichiarare la sua omosessualità. Ma di segreti nella sua famiglia ce ne sono sempre stati, a partire da quelli di suo padre e dei suoi due nonni. E il più inconfessabile di tutti è quello che riguarda il suo vero nome di battesimo, essendo Jerrod a tutti gli effetti il suo secondo nome.



Il terzo spettacolo registrato da Jerrod Carmichael, a cinque anni di distanza da 8 (2017), è un lavoro decisamente sui generis. Lo si capisce già all'arrivo dell'attore sul palco, dove lo attende la sedia su cui rimarrà seduto per l'intera durata dello show. Se vi aspettavate la classica oretta (scarsa, a dire la verità: Rothaniel dura appena 53 minuti) di stand up comedy, sarete delusi: Carmichael in questo spettacolo sta sempre seduto e parla, pur con toni leggeri e con qualche battuta qua e là, di argomenti della massima serietà. L'unica conferma rispetto ai precedenti lavori di Carmichael – includendo quindi anche Love at the Store del 2014 – è che ci troviamo di fronte a un performer atipico, difficile a classificarsi: sostanzialmente un comico, ma che ama perdersi in riflessioni fin troppo sofisticate, speculazioni elaborate a oltranza e soprattutto, imperdonabile per il piccolo schermo (eppure si tratta di una produzione HBO), in lunghissime, infinite pause. Non è chiaro quanto di improvvisato ci sia in Rothaniel e quanto sia invece solido copione, ma Jerrod Carmichael ci sa comunque fare con il pubblico: con uno sguardo o un'espressione riesce a catturare l'attenzione e magari anche a cambiare drasticamente i toni del suo discorso. Forse il testo di Rothaniel – o quantomeno la sua parte prestabilita – è un po' troppo dispersivo e la parte sul coming out (gratuita? Eccessiva? Paradossale? Difficile rispondere con sicurezza) fin troppo lunga rispetto al resto del materiale, se proprio si vuole trovare un difetto all'opera. Alla regia, come già per 8, c'è il collega Bo Burnham. 6/10.

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