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Povere creature!

Regia di Yorgos Lanthimos vedi scheda film

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La recensione su Povere creature!

di gaiart
3 stelle

Vantare l'emancipazione o la rinascita di una donna, collocandole in testa il cervello di un feto di 5 cm o è follia o è presa per il culo.

MA CHI SONO QUESTE POVERE CREATURE? 

 

A voler essere cattivissimi... forse chi paga il biglietto?

 

 

Dal 25 gennaio nelle sale italiane, il film diretto da Yorgos Lanthimos

 

Vantare l'emancipazione o la rinascita di una donna, collocandole in testa il cervello di un feto di 5 cm o è follia o è presa per il culo.

 

Una delle opere, già dal titolo emblematico sulla considerazione femminile di Alasdair Grey, già autore di Poor things, è: 

 

Mrs. Nanni in white slip and bra and a glass of wine. (Tradotto Nanni sta in mutande e reggiseno con un prosecco in mano).

 

In short, lo stereotipo! 

 

Nel romanzo, da cui è tratto il film di Lanthimos, Poor things, purtroppo per noi, non ci si discosta per niente da tale banale, piatta visione di donna.

 

Reggiseno, sesso, vino e mutande!

 

Se a questo si aggiunge che una sorta di scienziato (bravissimo come sempre, il deformato Dafoe) fa rinascere la protagonista, collocandole in testa il cervello di un feto, grande 5 cm, la follia è compiuta del tutto !!!

 

 

 

Già inspiegabile Leone d’Oro all’80esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove meraviglie come la Bête

di Bonnello non vinsero niente, arriva ora dall'EX amato regista Yorgos Lanthimos e dalla produttrice Emma Stone, l'incredibile storia e assurda evoluzione? di Bella Baxter (Stone).

 

 

Che sembra più un'involuzione, dato il già citato cervello di 5cm.

 

E un inspiegabile, scatenato/ ostentato successo corporale, pari a quello di molte odierne 'massaie' che per noia, per insicurezza o per  un vattelappesca qualunque, LA 'sventolano' su ONLY FANS.

 

 

Se questo è successo, lascio decidere a voi.

 

Ma dicevamo

 

La giovane donna è riportata in vita dal 'poco ortodosso' scienziato Dr. Godwin Baxter (Willem Dafoe), e pende 'letteralmente' dalle sue labbra, (infatti nell'immagine del manifesto, dalla bocca le cade un uomo), sotto le cui grinfie Bella appare desiderosa di imparare.

 

Affamata della mondanità che le manca, Bella fugge con Duncan (Mark Ruffalo), un vizioso e dissoluto avvocato, in una noiosa avventura, spesso monocromatica e sessuale, in più continenti.

 

Che barba. Che noia!

 

 

Libera dai pregiudizi del suo tempo, ma prigioniera di altri stereotipi, Bella tenta goffamente di difendere un'inesistente emancipazione.

 

O millantata uguaglianza/ parità di genere.

 

Purtroppo l'emancipazione non passa attraverso un bordello parigino, dove una donna può scopare dalla mattina alla sera.

Forse la protagonista si sarebbe evoluta meglio alla Sorbonne, imparando le lingue o con un corso di fisica quantistica.

Vedesi una Samantha Cristoforetti qualunque.

 

Ma questo se mi trapianti il cervello di un feto, presumibilmente maschio, cioè grande 5 cm, forse non è contemplato dall'uomo che lo fa! O forse Bella da li impara le prerogative primarie di un medio men qualunque: calcio, calcio, calcio al mattino; sesso, sesso, sesso al pomeriggio.

 

 

Purtroppo per noi e lui, l'emancipazione di una donna non coincide con lo sfruttamento del suo corpo!!! 

 

E ormai siamo anche stanchi di ribadirlo.

 

L'energia femminile, potente, creativa che dona la vita, ridotta al solo corpo, un mezzo, la priva degli intenti fenomenali per cui è progettata e concepita.

 

Ed è cosa, nel 2024, fuori moda, obsoleta e anti evoluzionista. 

 

 

Nel gioco dell'Oca, (giuliva) come appare la sua visione di Bella, la sua nuova protagonista, lo rimandiamo indietro di 15 caselle.

 

Il film seppur visionario, spiazzante come è sempre Lanthimos, ricco di colori iridescenti e luoghi iconici, in questo caso delude.

 

Persino la fotografia di solito appagante, qui risente della lite con il suo precedente DOP, mentre il nuovo Robbie Ryan è smaccatamente ispirato a TIM WALKER.   Per chi lo conosce.

 

Dal punto di vista artistico poi, le assonanze coloristiche, cromatiche di ogni tableaux, riversano tutto sulla prima donna surrealista

Dorothea Tanning, diventando davvero perplimenti.

 

Lanthimos... ora è più furbetto che santo!

 

 

 

 

Infine la sceneggiatura di Tony McNamara, che aveva stupito con La favorita, mettendo li splendidamente in scena le vere contraddizioni dell'essere donna nel potere o contro di esso, qui basata sul romanzo di Alasdair Gray, demolisce il perfetto antefatto.

 

E fa rimpiangere il il precedente geniale sceneggiatore greco Efthymis Filippou, di sicuro molto più criptico, sofisticato, quindi misterioso.

 

 

 

 

Ottimo però il risultato del lavoro visivo grazie più che altro al lavoro degli scenografi James Price e Shona Heath, dei costumi di Holly Waddington e le acconciature, il trucco prostetico di Nadia Stacey (La favorita, Crudelia) che sviluppa altri tipi di sentimenti, altri modi di essere. 

Ottimi gli attori, One Over All, il Dafoe de noialtri.

 

Il lungometraggio Searchlight Pictures, vincitore di due Golden Globe® come Miglior film musical o comedy Miglior attrice arriverà il 25 gennaio nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia. 

 

 

Il cast

Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Christopher Abbott, Jerrod Carmichael, Hanna Schygulla, Kathryn Hunter e Margaret Qualley

 

 

 

 

 

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