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B. Monkey. Una donna da salvare

Regia di Michael Radford vedi scheda film

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La recensione su B. Monkey. Una donna da salvare

di FilmTv Rivista
2 stelle

Il Maestro e Margherita. O il Bello e la Bestia. Insomma: un insegnante tutto casa e scuola, perbene e regolare incontra Beatrice (nome in codice: B. Monkey), ragazza tutto sesso che arriva dritta dritta dai ghetti drogati della grande città (Londra). Lui non ha mai visto né sentito niente di simile. Lei ha bisogno di una fermata. Dopo “Il postino”, l’inglese Michael Radford pensò bene (anzi: male) - nell’ormai lontano 1997 - di cambiare completamente registro. Forse suggestionato dalla veemente carica erotica della nostra Asia Argento (che, per la prima volta, mostrava il suo ormai celeberrimo tatuaggio “situazionista”: tra il ventre e la zona pubica), forse per dimostrare che sapeva fare anche altro. Ma, come spesso capita nell’ultimo cinema medio-inutile, il coraggio di andare fino in fondo, di spingere il pedale dell’acceleratore è direttamente proporzionale all’autocensura imposta dalle svariate componenti (leggi: condizionamenti, fiati sul collo, diritti d’antenna...) che stanno distruggendo il cinema-cinema per la pseudo-fiction da far “satellitare” da un canale all’altro. Non a caso alcune caldissime sequenze con Asia generosamente in mostra e in azione sono svanite, tagliate, svaporate. Come il film. 

 

Recensione pubblicata su FilmTV numero 22 del 2000

Autore: Aldo Fittante

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