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Regia di Alex Garland vedi scheda film

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La recensione su Men

di undying
6 stelle

Un film dal significato occulto e indecifrabile, sostanzialmente criptico, poco, o per nulla, chiaro. Ma confezionato con la suggestiva mano d'un artista orientato all'astrattismo. Un tipo di (bel) cinema che va visto e ascoltato a mente leggermente spenta, senza volerne, per forza, cercare il senso...

 

locandina

Men (2022): locandina

 

Divorziata per sua stessa iniziativa, stressata per la successiva morte dell'ex marito James (Paapa Essiedu), Harper Morrowe (Jessie Buckley) decide di isolarsi in una secolare casa di campagna. Il proprietario Geoffrey (Rory Kinnear) l'accoglie affettuosamente, presentandole la lussuosa tenuta presa in affitto, arredata in stile rustico, perfettamente adatto all'ambientazione circostante, d'altri tempi. In effetti si tratta di una location mozzafiato, avvolta da splendidi paesaggi e da rumori naturali, nella quale Harper s'immerge totalmente, restandone incantata. Almeno sino a quando, fotografando il panorama, s'imbatte in un uomo nudo. Perplessa, ma non sconvolta, Harper rientra a casa solo per scoprire che, dalle enormi vetrate, lo sconveniente individuo la sta spiando e, peggio, in seguito tenta di forzare la porta d'ingresso. Chiama la polizia, che interviene prontamente catturando lo sconosciuto, e silente, nudista. Da lì in poi, tra rimorsi e sensi di colpa (forse James si è suicidato, per essere stato abbandonato), per Harper quel che doveva essere un lieto soggiorno muta in un vero e proprio inferno. Il naturista è stato rimesso in libertà e ogni uomo che incontra, compreso un poliziotto, minimizza l'accaduto. Quando poi si confida con il vicario circa il drammatico divorzio, viene addirittura accusata di essere responsabile della morte del marito. Che sta accadendo? Perché quegli uomini hanno tutti un aspetto simile, non solo esteriormente, ma anche per arcaici atteggiamenti maschilisti?

 

"Devo essere vinto, perché non posso vincere: infatti ho perso, anche se non sono stato vinto. Perché la bellezza è stata creata per disfare o essere disfatta."
(Vicario)

 

Jessie Buckley

Men (2022): Jessie Buckley

 

Sostenere che Men sia un film originale, non è fonte di fraintendimento, perché originale lo è anche troppo, visto che Alex Garland - allo stesso tempo regista e sceneggiatore - decide di convertire, con risultati a dir poco criptici, il mito dell'Uomo Verde [1] in un lungometraggio simbolico e, via via che procede, sempre più incomprensibile. In particolare i venti minuti conclusivi hanno dell'incredibile, contribuiscono a rendere il racconto ermetico e indecifrabile, apparendo quasi una copia allucinata di Society (Brian Yuzna, 1989) per via degli osceni e sconvolgenti parti omosex mostruosi. Giocare con i simboli (le immagini scolpite ai lati opposti dell'altare della chiesa), con le parabole religiose (la mela e l'albero del peccato) e cavalcare opportunisticamente una partigianeria (l'apparente ossatura del testo, pro-femminista alla base) a dir poco sospetta, non aiuta certo il pubblico a digerire meglio una storia priva di credibilità e con un significato (occulto) che sinceramente, a partire dal secondo tempo, sfugge a qualunque tipo di interpretazione. Da questo punto di vista Men non coinvolge, anche se saprà garantirsi le attenzioni di chi, nel caos, ci vuole vedere a tutti i costi un senso. Però Garland è dannatamente abile come regista e, pur se costruisce un film su una sceneggiatura che sfiora il nulla, visivamente riesce a creare un'opera astratta sin che si vuole, ma davvero incantevole. Ciò che rende il film imperdibile è infatti la tecnica di messa in scena adottata dal regista. Una tecnica che lascia recitare la natura (è presente una lunga sequenza di oltre 15 minuti, senza dialogo alcuno), circondata da fantasmi di viventi che appaiono in ambienti congelati, costretti a vivere in un tempo che di fatto è un non tempo (i ripetuti flashback) e in uno spazio che nega le sue tre dimensioni: la fotografia, esemplare, è al servizio di location che - con il contributo di suoni inusuali (eccezionale la sequenza dell'eco) e di una colonna sonora misticheggiante (a base di cori e vocalizzi) - trascinano lo spettatore in un mondo incantato, più prossimo a quello delle favole che a non a quello del cinema.

 

Jessie Buckley

Men (2022): Jessie Buckley

 

La protagonista, poco attraente e pure piuttosto antipatica, è comunque magistralmente immersa nel personaggio, sempre al centro dello schermo, mentre noi seguiamo il suo smarrimento che avviene sostanzialmente a livello interiore, come se stessimo giocando a un videogame in "terza persona". Harper viene ritratta perfettamente in posa sullo sfondo di semicerchi (l'entrata della galleria), in contrasto con il cielo diurno annuvolato quando non notturno stellato, con i capelli smossi dal vento, affogata dal verde dei campi e circondata da alberi che assumono la forma di muti e irrequieti spettatori. Sotto questo punto di vista, Men è un capolavoro in grado di trasmettere incertezze e dubbi, sfruttando artisticamente il senso della vista e stimolando l'udito con inusuali, intime e profonde sonorità. Sonorità che, quando non sono provocate da rumori ambientali, presentano le note di Chopin e del suo Notturno in do diesis minore. Un film, dunque, che va visto con le orecchie e ascoltato con gli occhi, lasciandosi trasportare da emozioni, puramente irrazionali, che solo un grande artista riesce ad evocare. Approcciare Men credendo di vedere un film di genere, sarebbe un grosso errore. Perché Garland, pessimo narratore, è principalmente un inarrivabile pittore. E un poeta. Del controsenso.

 

 

NOTA

 

[1] Entità mitologica pagana dalle origini poco chiare, trattata con svariate sfumature in epoche diverse e in diverse culture, iconograficamente raffigurata con una faccia costituita da foglie. Usualmente simboleggia la rinascita, in particolare il ciclo stagionale di crescita e decadimento.

 

Jessie Buckley

Men (2022): Jessie Buckley

 

"Analogie segrete legano assieme le più remote parti della Natura, come l'atmosfera di un mattino d'estate è pervasa di innumerevoli sottilissimi fili, che vanno in ogni direzione, svelati dai raggi del sole nascente."

(Ralph Waldo Emerson)

 

Trailer 

 

F.P. 05/08/2022 - Versione visionata in lingua inglese (durata: 100'08") / Data del rilascio in Italia: 25/08/2022

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