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Judas and the Black Messiah

Regia di Shaka King vedi scheda film

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La recensione su Judas and the Black Messiah

di tobanis
6 stelle

Di solito un film di impegno sociale mi suscita emozioni, qua...pochine.

Ho visto questo film perché era candidato all’Oscar 2021, e di norma mi guardo i film in nomination. Se no, il mio interesse sarebbe stato nullo. Nel senso che tutto nel film va come deve andare e come si pensa vada, e dunque è soprattutto noioso. Avrei preferito un documentario, o una docu-fiction. La storia è quella di un personaggio poco noto in Italia, Fred Hampton, alto rappresentante delle Pantere Nere, celebre organizzazione clandestina ed armata per i diritti dei neri. Il tipo era molto in gamba nel fare discorsi, infiammava le folle (almeno, questo si capisce dal film), tanto che l’FBI alla fine lo giustiziò, come era abitudine al tempo, senza processi, uno Stato nello Stato, diretto da quel pazzo furioso di Hoover. Il film racconta questa storia, e per chiunque che come me non la sapeva, era ovvio come sarebbe andata a finire (e già il titolo era esplicito). Da un lato, e per carità, è sempre giusto rimarcare con sdegno le storture degli USA, che hanno più scheletri nell’armadio loro che mummie gli egiziani; dall’altro, lo scopo del film è quello, solo quello, solo ricostruzione, con tanto di scritte finali che dicono più o meno quello che successe dopo. Sarà dunque il 400esimo film che vedo di tal senso, e alla fine la denuncia si depotenzia, lo sdegno si depotenzia, e il messaggio pure. Perché alla fine puoi dire “Bon, e dunque?” E dunque un c***o, è di solito la risposta. Pertanto pure io che sono molto appassionato di film con impegno sociale, qua boh, mi sono un tantino perso e annoiato. Di ben altro spessore era Il processo ai Chicago 7, pure lui nella stessa cinquina o diecina o quel che l’era. Qua, poi, cast onesto ma che non mi ha fatto esaltare…Il protagonista, per dire, è ben lontano da dimostrare i 21 anni che ebbe il leader nero quando fu ucciso: ne ha 32 e ne dimostra anche di più. Lo stesso va detto per l’informatore traditore, aveva 20 anni, erano tutti ragazzini, insomma, e questa è una dimensione che il film perde del tutto. Alla fine della fiera sono per una sufficienza, non sono pochi i momenti in cui comunque il film prende. Film che non vinse l’Oscar, ma il protagonista lo vinse come migliore attore non protagonista, per quanto ciò sia strano. Premiata pure la migliore canzone, di cui non ho particolare memoria. A vedere il film non andò nessuno (ebbe pure una distribuzione complicata), dunque fu un fiasco al botteghino; per il politically correct dell’Academy fu il film perfetto per fare nomination.

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