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Lasciarsi un giorno a Roma

Regia di Edoardo Leo vedi scheda film

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La recensione su Lasciarsi un giorno a Roma

di Gangs 87
5 stelle

Tommaso fa lo scrittore e per arrotondare cura la posta del cuore di un giornale. Una delle mail che riceve è firmata da Zoe, la sua compagna da dieci anni, donna in carriera, vittima di una profonda crisi amorosa che confessa a sua insaputa proprio all’uomo che ne sembra, almeno in parte, esserne la causa. Tommaso userà la sua identità nascosta per cercare di salvare il suo rapporto.

 

In questo mondo apparentemente perfetto, in cui tutti fanno lavori onorevoli e interessanti e vivono in case bellissime, in cui le serate tra amici sono consuete e divertenti, stride nettamente con la realtà che la maggior parte di coloro che si approcciano alla pellicola si trova a vivere. Diventa così impossibile creare empatia con i protagonisti perché troppo diversi e distanti dallo “standard”, anche quando sono costretti ad affrontare un dramma comune: lasciarsi dopo anni di convivenza e/o matrimonio.

 

Ecco, anche questa strana idea di affiancare a quella di Zoe e Tommaso il matrimonio in crisi di Elena, sindaco di Roma (tanto per ribadire i lavori imponenti di cui sopra) e Umberto, vicepreside di una scuola, che hanno anche una figlia, Matilde, mi è sembrata fuori luogo. Appesantisce la narrazione di una line di racconto parallela e non necessaria che sembra solo avere il ruolo di ribadire un concetto già piuttosto chiaro se estrapolato dalla gestione del rapporto tra i due protagonisti primari. L’unica spiegazione plausibile è che la seconda coppia sia forzatamente inserita in un contesto critico per ottemperare ad una sorta di par condicio in cui non è solo la donna ad avere dubbi ma, a suo modo, anche l’uomo.

 

Così facendo però il risultato che si ottiene è la delineazione di una figura maschile dai tratti prettamente infantili. Eterni peter pan mai pronti ad assumersi le proprie responsabilità e costantemente in cerca di attenzioni. Contrariamente invece alla figura femminile che appare forte e consapevole, decisa e risoluta. Me Too docet(?)

 

Volendo qualcosa di buono in questa pellicola lo si trova pure eh. Prendi l’utilizzo delle luci e della fotografia che creano ambientazioni accoglienti e suggestive. Quell’accenno di poesia dettato dalla poggia che per un attimo mi ha fatto pensare ai film di Woody Allen (solo per un attimino eh!), con il conseguente nodino alla gola in alcune scelte e frasi ben dette ma la prevedibilità di certe situazioni e le conseguenti scelte ne affievoliscono il carattere già poco ponderante.

 

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