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Gunda

Regia di Victor Kossakovsky vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Gunda

di alan smithee
6 stelle

locandina

Gunda (2020): locandina

TORINO FILM FESTIVAL 38 – TFFDOC

Gli animali allevati in un contesto naturale che li rende liberi di muoversi ed interagire con l'ambiente circostante di un fattoria vecchio stile che ne rispetta le caratteristiche, e fornisce loro un riparo artificiale ma consono alle esigenze di costoro per far fronte ad intemperie ed altri eventi minacciosi, ripresi dalla macchina discreta ma fortemente indagatrice del regista Victor Kossakovsky, riesce a metterne in evidenza con estrema naturalezza ogni più naturale gestualità che ne caratterizza la specie di appartenenza.

scena

Gunda (2020): scena

scena

Gunda (2020): scena

Maiali appena nati e nei loro primi mesi di vita, galline che razzolano fiere e soddisfatte tra le erbe, cogliendo con gioia e sorpresa le mille opportunità che una natura rigogliosa offre loro, e vacche placidamente al pascolo, scosse solo dal pensiero di levarsi di dosso il fastidio di certi insetti insistenti, rappresentano, ognuno nel loro contesto bucolico e quasi idilliaco, la soddisfazione del vivere e del far parte di un universo che, a tutti gli effetti, non può che apparire armonico e privilegiato.

Poi certo, le ruote gigantesche del cingolato che si avvicina e raduna i piccoli maiali in un container, li carica per portarli dove troppo bene sappiamo, dinanzi ad una scrofa disperata che li cerca senza darsi pace, ci riporta immediatamente alla realtà: quella dello sfruttamento, qui ragionato, ma altrove e quasi ovunque intensivo e completamente al di fuori di un contesto che possa in qualche modo legare ogni animale al suo habitat naturale.

scena

Gunda (2020): scena

Dopo scene bucoliche e tenerezze materne realistiche e per nulla edulcorate, ecco che la riflessione, amara e tardiva, ci giunge solo verso la fine,

Ma prima di tutto ciò, molto prima, lo splendore del saper cogliere ogni animale nell'esuberanza quasi cialtrona ed indolente, ma pur sempre onesta, motivata deala esaltazione del soggetto di vivere la quotidianità da parte dell'animale nel suo habitat ideale, e che egli dà inevitabilmente per scontato, non conoscendo cosa succede altrove ai meno fortunati animali allevati in strutture intensive e completamente asettiche da un contesto naturale, risulta davvero coinvolgente, rendendoci partecipi di un mondo che quasi sempre ci risulta sconosciuto, falsato da ingannevoli pubblicità idilliache e spudoratamente false di troppa televisione ingannevole e spudorata.

 

 

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