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Supernova

Regia di Harry Macqueen vedi scheda film

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La recensione su Supernova

di Furetto60
6 stelle

Tematiche importanti. Prove attoriali notevoli. La regia però è fredda, Il film non prende.

Sam e Tusker, sessantenni, sono compagni di vita da vent’anni: Sam è un pianista, Tucker uno scrittore, condividono la passione per l’arte e in più sono innamoratissimi. Scopriamo dopo un buon quarto d’ora, che c’è qualcosa di non detto esplicitamente, ma che pesa come un macigno: da un paio di anni Tuscker ha scoperto di essere affetto dall’ Alzheimer. I due consapevoli della precarietà della situazione, decidono di regalarsi un viaggio a bordo di un furgone, per rivedere forse per un’ultima volta luoghi e persone importanti del loro passato comune. Ma le prime avvisaglie della terribile malattia mentale si cominciano ad intravedere; Tucker scende dal camper e si perde nei boschi, lo ritrova il partner Sam confuso e disorientato, i dialoghi tra loro sono sempre più stringati e tetri. Assistiamo al loro ultimo viaggio,  segnato  da una malinconia di fondo; fino all’arrivo nel luogo dei loro trascorsi giovanili, poi nella casa della sorella di Sam, con la festa a sorpresa che Tusker ha organizzato, non c’è allegria ovviamente ma tanta nostalgia, salutare gli amici e ringraziare il compagno, diventano momenti strazianti, perché di fatto sono il commiato definitivo di Tusker, il quale non ha nessuna intenzione di aspettare il drammatico momento in cui non sarà più in grado di riconoscere le persone che ama, vuole farla finita prima. Sam scopre tutto questo poco dopo la metà della storia e fatica ad accettarlo. I temi sono molti, e per niente banali: demenza senile, morte, eutanasia; a tratti è un road movie, anche se per una buona metà si svolge in interni, ma è soprattutto una storia d’amore; il fatto che sia tra due uomini è assolutamente irrilevante, è amore incondizionato, fatto di dedizione e rispetto e nella fattispecie abnegazione e accettazione dolorosa. Tuttavia, a questo punto la storia che aveva messo in cantiere ottimi spunti, sembra arenarsi nelle sabbie mobili di una narrazione asfittica e i grandi temi di cui sopra, con tutto il corollario di angosce e tormenti, che si portano dietro, restano in superfice. Le metafore lasciano il tempo che trovano, come la lettura di un diario o la registrazione di pensieri e sentimenti su nastro; i discorsi sfiorano solo le questioni senza minimamente approfondirle;Il regista Macqueen opera per sottrazione, con stile sobrio, ma anche troppo asciutto e quindi distaccato, guarda a distanza i suoi personaggi, che si muovono (poco)nella splendida cornice del paesaggio autunnale, magnificamente fotografato da Dick Pope, a sottolineare la tenerezza e la tristezza della situazione. Le performance attoriali di Tucci e Firth sono esemplari, ma il film non convince. Sullo stesso tema molto meglio “The father nulla è come sembra” “Still alice””Una sconfinata giovinezza” “Lontano da lei”.

 

 

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