Trama

Patience Portefeux lavora come interprete arabo per la polizia francese e si è specializzata in intercettazioni telefoniche per l'unità antidroga. Il  suo è un lavoro duro e mal retribuito ma il comandante è affascinante. Un giorno, mentre ascolta degli spacciatori ricercati, Patience scopre che uno di loro è il figlio della donna fantastica che si prende cura di sua madre. Decidendo di proteggerlo, finirà per essere travolta dalla situazione e per trasformarsi nella più grande spacciatrice della zona. Dalla sua avrà l'esperienza sul campo e le informazioni che ottiene tramite il suo lavoro.

Approfondimento

LA PADRINA: DA MAMMA A REGINA DEL NARCOTRAFFICO

Diretto da Jean-Paul Salomé e sceneggiato dallo stesso con Antoine Salomé, La padrina racconta la parabola di Patience Portefeux, una interprete giudiziaria franco-araba che è specializzata in intercettazioni telefoniche per conto della Squadra Antidroga. Durante una delle indagini, scopre che uno dei trafficanti altro non è che il figlio dell'infermiera che si prende accuratamente e amorevolmente cura di sua madre. Decidendo di coprirlo, Patience si ritrova in un susseguirsi di eventi a capo di un enorme traffico di stupefacenti. Nuova figura nel mondo del narcotraffico, sarà soprannominata dagli suoi colleghi poliziotti "la Madrina".

Con la direzione della fotografia di Julien Hirsch, le scenografie di Françoise Dupertuis, i costumi di Marité Coutard e le musiche originali di Bruno CoulaisLa padrina trae ispirazione dall'omonimo romanzo di Hannelore Cayre, direttrice finanziaria di France 3 Cinema e avvocato penalista divenuta famosa grazie ai libri in cui fantastica su episodi che sono realmente avvenuti. Ha raccontato a proposito il regista: "Si tratta di uno dei romanzi che più mi è piaciuto. Mi divertiva il tono ma anche il suo mix di commedia e thriller. E, poi, sin da subito ne ho immaginato un film intravedendovi un bellissimo ritratto di donna. Ho pensato subito a Isabelle Huppert per la parte da protagonista: ho immaginato il contrasto tra la corporatura piuttosto minuta dell'attrice e i modi di Patience, in grado di muoversi in un ambiente dominato da uomini forti e spacciatori che girano in Porsche, di trattare con la polizia e di comportarsi sempre in maniera irriverente. Ad avvicinarmi a Isabelle è stata una combinazione felice di circostanze. Nell'estate del 2017, dopo quattro anni, ho lasciato la presidenza di Unifrance e ho viaggiato per il mondo per accompagnare le presentazioni di Elle di Paul Verhoeven. Al mio fianco, avevo sempre Isabelle a cui, verso la fine di uno dei viaggi, ho detto che mi sarebbe piaciuto dirigerla in un film. Mi ha risposto che una bella commedia avrebbe atto al caso suo. Quasi contemporaneamente, il mio produttore, mi ha passato il libro della Cayre, dopo che altri registi a cui lo aveva proposto volevano farne solo film polizieschi tralasciando il lato comico. Da cosa ovviamente nasce cosa e in breve lavoravo a un adattamento con la scrittrice con la consapevolezza della Huppert come interprete principale".

"Tra romanzo e film ci sono chiaramente delle differenze", ha aggiunto Salomé. "Il passato di Patience è scandagliato maggiormente del libro e ai flashback ho preferito qualche ricordo, ho sviluppato meglio il personaggio di Philippe per evitare che sembrasse solo un idiota manipolato dalla protagonista, e ho aumentato gli elementi di pericolo facendo sì che Patience avesse due grosse minacce a cui badare, i fratelli Cherkaoui e la polizia".

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Il cast

A dirigere La padrina è Jean-Paul Salomé, regista e sceneggiatore francese. Nato a Parigi nel 1960, ha studiato Cinema alla Sorbona di Parigi prima di lavorare nel 1981 come assistente sul set di Bolero di Claude Lelouche. Il suo esordio da regista avviene con due cortometraggi documentaristici: L'Heure d'aimer… Vedi tutto

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