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Star Wars: L'ascesa di Skywalker

Regia di J.J. Abrams vedi scheda film

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Marco Poggi

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La recensione su Star Wars: L'ascesa di Skywalker

di Marco Poggi
6 stelle

La regia, nuovamente affidata a J.J. Abrams, chiude la trilogia iniziata nel 2015 cercando di fingere che l'episodio 8 di Rian Johnson non sia stato girato, ma il ritmo è frenetico e confuso, specie nella prima parte e i ritorni di vecchie glorie, come il Lando Carlissian di Billy Dee Williams, spesso non compensano gli sforzi.

La regia, nuovamente affidata a J.J. Abrams,  non chiude solo la trilogia iniziata nel 2015 cercando di fingere che "STAR WARS 8 - GLI ULTIMI JEDI" di Rian Johnson non sia stato girato, ma anche la saga iniziata ben 42 anni fa, da George Lucas stesso. Il ritmo, però, seppur frenetico e confuso, specie nella prima parte, e i ritorni di vecchie glorie, come il Lando Carlissian di Billy Dee Williams, spesso non compensano gli sforzi (anche perché Lando, non è Han, né Luke, né Leia - di cui qui vengono sfruttate le poche scene tagliate da "EPISODIO 7 - IL RISVEGLIO DELLA FORZA", dando al personaggio della compianta Carrie Fisher un fato che vorrebbe essere giusto e drammatico, ma non troppo, perché questo è pur sempre un film della Disney -). Se la trilogia prequel era una pessima full immersion nel digitale, nella soap-opera romantica più spicciola e nei film wuxia, questo film è Star Wars in stile "AVENGERS ENGAME", anche se si basa tutto su ritorni impossibili (che triste il recupero del cattivo del film, tanto per dare un vero antagonista alla vicenda che non fosse inedito - anche se per me, un cattivo inedito srebbe stato molto meglio,, tanto che quando compare da subito in scena ricorda il frate cieco de "IL NOME DELLA ROSA", di Jean Jacques Annaud),, figli di, nipoti di e conversioni jedi forzate (Kylo Ren, "solo" perché è un Solo e un Organa/Skywalker, perché non se lo meriterebbe per ciò che hafatto nei due film precedenti). Visivamente il film è uno spettacolo, ma, a parte Rey e Kylo Ren (la cui conversione è una barzelletta, come lui si rivela essere una versione sproof di suo nonno Darth Vader) , è difficile affezionarsi a personaggi come Poe Dameron e Finn, perché non sono certo i giovani Harrsison Ford (deludente, a proposito, il suo breve ritorno come fantasma della forza, essendo stato il suo Han Solo un contrabbandiere e non uno jedi) e Mark Hamill (che prova a citare sir Alec Guiness, come fantasma della forza...prova, però, ma non ci riresce del tutto - si vede che non era cionvinto di ciò che stava recitando -) ,. ma degli attori che provano a rimpiazzarli come possono. Daisy Ridley ce la fa a non far rimpiangere la Carrie Fisher giovane, loro no, sarà perché la sua jedi Rey è pur sempre la vera novità di questa trilogia. Il film è un continuo deja vu, ma è anche la sagra delle frasi già sentite e delle scene già viste in film e tempi migliori .Si lascia guardare perché è pur sempre uno "STAR WARS", ma la vera saga per me è finita con "IL RITORNO DELLO JEDI", versione 1983.

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