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Tornare

Regia di Cristina Comencini vedi scheda film

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La recensione su Tornare

di alan smithee
3 stelle

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2019 - FILM DI CHIUSURA

Alice è una quarantenne napoletana che seguiamo nel momento del suo rientro in patria dagli States, ormai propria dimora abituale, in pieni anni '90, poco dopo la morte del padre ex militare. Tornando entro quelle antiche pareti ormai abbandonate per affrontare la gestione della antica e bella casa paterna affacciata sul mare del golfo partenopeo, la donna viene nel contempo costretta a rientrare entro un ricettacolo di ricordi e sensazioni ancora vive e pulsanti, in grado di riportarla a rivivere almeno altre due fasi salienti della propria giovinezza.

Attraverso gli oggetti di cui è popolata l'antica magione, e che Alice - aiutata da una sua vecchia conoscenza che si ripresenta nei panni affascinanti di un uomo ormai maturo ma gentile e sensibile - deve catalogare per poterli dismettere e rendere più commerciabile un immobile inesorabilmente destinato ad essere venduto, la donna finisce per dialogare non solo con una, bensì con due sue medesime personalità inerenti due fasi salienti della propria quasi dimenticata o almeno trascurata giovinezza, più turbolenta di quanto ella stessa potesse ricordare.

Nel concentrarsi sul bisogno introspettivo della tormentata protagonista, resa peraltro con una certa titubanza da una Giovanna Mezzogiorno un po' affaticata e decisamente meno ispirata del solito, il film della Comencini pare crogiolarsi sui fantasmi di personaggi così poco plausibili e credibili (ma dall'incedere così concretamente irritante), da apparire ben più evanescenti dei personaggi che la fantasia riesce a popolare attraverso la fervida sensibilità della controversa protagonista. 

"Tornare", spiace scriverlo ma è così, si crogiola su personaggi, situazioni e storie inverosimili e pretestuose che paiono uscite da un vecchio fotoromanzo trovato in un cassetto dimenticato, tanto appaiono fasulli e incancreniti, sviliti dalla esuberanza forzosa ed inutile di un paesaggio dalla bellezza certo prorompente, ma anche sempre e solo a rischio cartolina, utile a null'altro se non ad acuire un senso di disagio ed insofferenza che trapela incontrollato da ogni parte e circostanza, lungo il corso, stanco e prolisso, della inverosimile, seriosissima vicenda.  

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