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Parasite

Regia di Joon-ho Bong vedi scheda film

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La recensione su Parasite

di steno79
9 stelle

Vincitore di una Palma d’oro a Cannes che ha suscitato molto scalpore a livello mediatico, “Parasite” del sudcoreano Bong Joon-ho sono riuscito a vederlo in un’anteprima romana. E’ una commedia che si trasforma in tragedia, una virulenta satira sociale che non può non ricordare certe opere di Bunuel o Fassbinder nel loro scardinamento delle convenzioni borghesi, logicamente filtrati da un’ottica orientale che è molto distante, sicuramente difficile da penetrare per chi, me compreso, poco conosce di quella realtà e della rappresentazione cinematografica che ne danno i suoi registi. Il film è un fuoco pirotecnico di invenzioni anche beffarde e surreali che però non risultano quasi mai gratuite, hanno un loro preciso senso nella diegesi, restituiscono un’immagine certamente problematica della situazione sociale in una Seoul odierna che a tratti ricorda la Taipei allucinata di “Stray dogs” di Tsai Ming-liang. Come la giuria di Cannes, ho ammirato l’esuberanza stilistica del regista, il suo perfetto controllo del ritmo sia nella prima parte girata su toni leggeri e grotteschi, sia nella seconda, decisamente più cupa e drammatica. E’ un film che andrebbe visto almeno un paio di volte prima di emettere un giudizio definitivo, comunque non ho dubbi che si tratti di grande cinema; qualche perplessità me l’hanno destata alcune esagerazioni nella trama, soprattutto la maniera un po’ inverosimile con cui praticamente tutti i membri della famiglia povera finiscono alle dipendenze della famiglia ricca, ma capisco che Bong non era in cerca di sottigliezze e ha volutamente esagerato su certi dettagli. La parte finale, che non rivelo assolutamente per non spoilerare, riesce a chiudere il discorso con una coerenza e una spietatezza che non possono essere certo negate al brillante regista. Nell’ampio cast ci sono molti volti da tenere d’occhio, ma personalmente mi hanno colpito soprattutto Song Kang-ho nella parte del padre truffaldino e Choi-Woo shik nel ruolo di Ki-woo. E’ un’opera che si distingue per la brillantezza nella mescolanza dei generi e per una messinscena sempre rigorosa e sicura, con scelte visive mai banali; la trovata di mettere in colonna sonora “In ginocchio da te” di Gianni Moranti è curiosa e originale, anche se mi chiedo quanti nella Corea del Sud possano conoscere il cantante emiliano. La copia presentata al cinema Eden di Roma era di ottima qualità, con sottotitoli molto chiari e leggibili.

Voto 9/10

 

scena

Parasite (2019): scena

 

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