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Cronaca familiare

Regia di Valerio Zurlini vedi scheda film

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La recensione su Cronaca familiare

di Baliverna
8 stelle

E' un film intimista, silenzioso, velato da una grande tristezza e da un senso di sconfitta, di morte e quasi inutilià. In altre parole si ritrovano accentuati sentimenti già presenti nei film precedenti di Zurlini. Mastroianni è molto bravo e anche il regista non delude, ma devo tuttavia rilevare che il film non ha la forza, la profondità e l'impatto delle sue opere precedenti (si pensi a "Estate violenta"). E' piuttosto forte il tema della critica sociale e la contrapposizione tra una nobiltà marcia, ipocrita, velleitaria, spocchiosa, all'uomo del popolo, genuino, spontaneo, e libero da assurdi condizionamenti. Questo discorso ricorda, più che il comunismo, l'anarchismo, ma è forse semplicistico, ed è anche criticabile lo sfogo di Mastroianni quando grida "Se mi va di fare una cosa io la faccio, e non mi chiedo se si può o non si può fare...". Viene infatti negata, forse in modo implicito e non intenzionale, ogni categoria morale e ogni rapporto tra l'azione con le sue conseguenze e il suo fine. Che mondo sarebbe se tutti agissero solo su puro istinto e impulso del momento? Già troppi lo fanno... Coerentemente a ciò, c'è una certa acredine anticattolica. Tuttavia, dopo vari accenni anticattolici,(soprattutto nella descrizione della suore dell'ospizio), il finale è a sorpresa religioso e aperto alla vita eterna. Non ho letto il romanzo e non so quindi come fosse trattato questo aspetto sulla carta. Comunque ribadisco quanto già sostenuto nelle recensioni ad altri film di Zurlini: il regista aveva secondo me dentro un forte rimpianto, un rimorso inguaribile, il sentimento di una perdita forse per propria colpa, qualcosa risalente alla sua giovinezza. Altrove ciò compare nelle vesti di un amore non realizzato (come forse fu nella realtà), qui come un rapporto tra fratelli non realizzato, perché ostacolato, tardivo, e precocemente interrotto. Jacques Perrin è proprio adatto alla parte del ragazzo sensibile, ma anche debole, gracile, inetto, perché allevato nella bambagia. Mastroinanni è triste, malinconico, ma anche ribelle... Un film intimista e antispettacolare come oggi sarebbe impensabile.

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