Trama

Theodore "Theo" Decker aveva 13 anni quando sua madre è rimasta uccisa in un attentato al Metropolitan Museum of Art. La tragedia ha cambiato il corso della sua vita: dolore e senso di colpa segnano la sua odissea personale di reinvenzione, redenzione e amore. Tuttavia, c'è sempre qualcosa che da quel terribile giorno gli infonde speranza: il dipinto di un uccellino legato al suo trespolo, Il Cardellino.

Approfondimento

IL CARDELLINO: LA TRAGEDIA, LA MEMORIA, I LEGAMI

Diretto da John Crowley e sceneggiato da Peter Straughan, Il cardellino racconta la storia di Theo Decker, un giovane che ha visto a tredici anni per l'ultima volta sua madre mentre entrava in una delle gallerie del Metropolitan Museum of Art di New York prima che un attentato terroristico distruggesse inestimabili capolavori artistici e mandasse la sua vita in frantumi per sempre. La tragedia ha cambiato inevitabilmente il corso della sua esistenza, avviandolo verso un'odissea di dolore e colpa, reinvenzione e redenzione, amicizia e persino amore. Passando anni turbolenti, Theo è diventato un adulto aggrappandosi segretamente a un solo oggetto che reputo prezioso (sua unica connessione tangibile con la madre persa in quel terribile giorno): un dipinto raffigurante un uccellino, un cardellino, incatenato al suo trespolo.

Con la direzione della fotografia di Roger Deakins, le scenografie di K.K. Barrett, i costumi di Kasia Walicka-Maimone e le musiche di Trevor Gureckis, Il cardellino è l'adattamento dell'omonimo best seller di Donna Tartt. Premio Pulitzer nel 2014, il romanzo ha trascorso più di 30 settimane nella classifica dei libri più venduti del New York Times e ha colpito i lettori per la delicatezza in cui racconta la crescita di Theo. Sin dalla sua pubblicazione nel 2013, il lavoro della Tartt ha attirato le attenzioni del regista John Crowley, come lo stesso ha dichiarato: "Sono uno dei tanti milioni di lettori che adorano Il cardellino. L'ho letto quando è uscito in libreria e ho pensato subito che contenesse un mix di elementi ideale per una trasposizione cinematografica. Dipingeva in maniera interessante il dolore e la vergogna, il modo in cui il piccolo Theo rimane bloccato al momento in cui ha perso la madre e come i suoi dilemmi interiori diventino più profondi e complessi man mano che diviene adulto. Per me si è trattata di un'esperienza di lettura molto vivida, estremamente memorabile e in grado di influenzare emotivamente: tutte caratteristiche di cui ho dovuto tener conto nel momento in cui si è deciso di farne un film. Quella di Theo è la storia di una vita rubata e degli effetti a catena che un singolo devastante evento è in grado di generare".

"Ridurre oltre 700 pagine a due ore di lungometraggio è stata una sfida", ha proseguito Crowley. "Fortunatamente, ho potuto contare sull'esperienza di Straughan, sceneggiatore che ha già lavorato a grandi opere letterarie trasformandole in film (basti pensare a La Talpa). Per rendere sua la storia, l'ha fratturata e poi rimessa insieme in modo non lineare. Sono rimasto sorpreso da quanto fosse intricata e da come ogni singolo frammento si basasse sugli altri evocando la totalità della storia. Nel non seguire alcun ordine cronologico ma andando avanti e indietro nel tempo, Peter ha sottolineato come Theo non si sia mai lasciato alle spalle il passato e come questo continui a forgiare il suo presente".

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Il cast

A dirigere Il cardellino è John Crowley, regista irlandese. Nato a Cork nel 1969, con un background come pluripremiato regista di teatro, Crowley è stato acclamato dalla critica e ha ottenuto i suoi primi premi nel 2003 grazie al suo primo film Intermission, con Colin Farrell. I suoi lavori successivi… Vedi tutto

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