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Le onde del destino

Regia di Lars von Trier vedi scheda film

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La recensione su Le onde del destino

di mm40
6 stelle

Prima ancora che un romanzone (l'idea della divisione in capitoli piace molto a Von Trier: la riutilizzerà ancora in Dogville e Manderlay), più significativamente che un semplice melodrammone impestato di sventure, catastrofi e paure dall'inizio alla fine, senza soluzione di continuità, questo è un feroce attacco alle deviazioni intraprese dall'uomo (nordeuropeo) odierno sui percorsi del cristianesimo. Bess è la fede cieca in un dio silente, che prende parola tramite la schizofrenia della stessa ragazza, ma pare divertirsi nello sbeffeggiare i credenti. La bontà che Bess riesce comunque a vedere, nonostante il cumulo di sciagure che si accatasta su di e attorno a lei, la manifestazione della grazia divina che lei riconosce è il puro delirio di una povera pazza: Von Trier non ha nessuna pietà. Cinico e misantropo.

Sulla trama

Bess è una ritardata mentale schizofrenica e timorata di dio. Si sposa, ma il suo uomo, violento e menefreghista, lavora lontano, sulle piattaforme marittime. Un giorno però torna a casa gravemente menomato da un incidente; ridotto a un vegetale, chiede a Bess di fare sesso con altri uomini: raccontargli le sue esperienze sarà l'unico modo per farlo sentire ancora sessualmente attivo e vivo. Lei esegue, ciecamente. Fino a negare sè stessa, fino alle estreme conseguenze.

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