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A Taxi Driver

Regia di Hun Jang vedi scheda film

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La recensione su A Taxi Driver

di alan smithee
8 stelle

TFF 35 - FESTA MOBILE

Corea del Sud, anno 1980: il generale Chun Doon-hwan, con un colpo di Stato, si impadronì del potere al posto del governo di transizione di Choi Gyu-nwa (che aveva dato vita alla quarta repubblica), diventando presidente e dando inizio alla quinta repubblica. La politica estremamente autocratica di Chun portò a una rivolta della città meridionale di Gwangju, dove i manifestanti, cittadini comuni, entrarono nelle stazioni di polizia per impadronirsi delle armi. Chun mandò delle forze speciali per sedare la rivolta, che sfociò in un massacro, che le autorità cercarono di tenere nascosto, limitandosi a diramare notizie ufficiali di scontri tra polizia e civili con qualche ferito e pochi morti.

In questo drammatico contesto, conosciamio e ci introduciamo nella vita lavorativa e famigliare di un bonario tassista vedovo di Seul, ed un dinamico ed intrepido reporter tedesco, arrivato nella capitale per cercare di documentare e filmare la verità.

L'uno finisce per trasportare l'altro fino alla città della rivolta, e dopo mille peripezie e tante iniziali diffidenze, oltre che incomprensioni per la difficoltà di comprendersi, questo sfortunato incontro darà vita ad una amicizia e ad un'opera di documentazione in grado di rappresentare finalmente al mondo intero le proporzioni drammatiche di una vera e propria strage perpetrata ai danni della inerme popolazione civile.

Il bravo regista coreano Hun Jang cerca più che può di mantenere la vicenda nei limiti della commedia umana bonaria e di colore, e per questo trova un grande appoggio dalla star coreana Kang-ho Song - qui davvero spassosissima - che abbiamo da tempo imparato a conoscere, in genere in situazioni ancora più drammatiche o sopra le righe, nell'ambito del cinema di maestri come Bong Joon-ho, Park Chan-wook, Kim Jee-won.

Qui il grande attore costruisce un personaggio apparentemente goffo, furbino, approfittatore, un pò greve, che ci ricorda nemmeno molto da lontano gli indimenticabili ritratti dell'uomo del ceto medio-basso costruiti magistralmente da Alberto Sordi per incarnare il nostro italiano medio-mediocre che sa alla fine riscattarsi. Fino ad offirci un magnifico ed esemplare di persona, in cui si accentrano le viltà e le piccolezze, ma anche l'afflato tardivo, ma comunque sincero e disinteressato, di un uomo finalmente coinvolto e parte in causa di una vera e propria missione a tutela delle libertà e della democrazia, oltre che proteso alla salvaguardia di vite innocenti compromesse da un regime dittatoriale assoluto ed intransigente, oltre che sanguinario.

Gli tiene testa il fascinoso attore tedesco ed internazionale Thomas Kretschmann, assieme al quale il divo coreano dà vita a duetti cane-gatto davvero spassosi: ma il film non si dimentica del lato drammatico della vicenda, e pecca solo nel finale quando, colto da un afflato di denuncia senza contegno, si ritrova a raccontare certamente fatti realmente accaduti, caramellandoli con situazioni melodrammatiche piuttosto inverosimili: una per tutte l'opposizionedei tassisti che, alla guida delle loro modeste auto verdi, finiscono per bloccare i blindati e i quattro ruote della polizia, soccombendo certo, ma permettendo ai nostri eroi di raggiungere la capitale.

La vicenda, realmente accaduta, è stata in seguito documentata dal giornalista che, per tutto il resto dei suoi anni, non ha mai smesso di cercare, purtroppo invano, di ritrovare il suo amico tassista, in modo da suggellare, in tempo di pace, un'amicizia sincera e disinteressata che si creò tra due persone diverse in tutto, ma estremamente compatibili, complice anche la situazione di emergenza in cui finirono coinvolti.

Il film appare, nonostante le incongruità sopra accennate, un'opera molto riuscita, fine, appassionante, in grado di rstare ben bilanciata tra l'impegno civile e lo studio introspettivo di caratteri e personalità a confronto, che rispecchiano civiltà, idiomi, razze e abitudini diametralmente opposte, ma anche in fondo compatibili.

 

 

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