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A casa tutti bene

Regia di Gabriele Muccino vedi scheda film

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La recensione su A casa tutti bene

di diomede917
5 stelle

Gabriele Muccino ritorna a casa e ritrova tutto come aveva lasciato.
Il suo "A Casa Tutto bene" è la somma della sua cinematografica.
Un film Mucciniano all'ennesima potenza.
Come se avesse unito L'ultimo Bacio, Ricordati di Me e Baciami Ancora ma esasperandoli....
La vera protagonista di tutta la storia è la Famiglia.
Fin dal primo fotogramma, fin dalla prima frase fatta dire da Stefano Accorsi "Dicono che la famiglia sia il nostro punto di partenza, di fuga e infine quello di ritorno".
Come sempre la famiglia raccontata da Muccino è una famiglia tipicamente borghese caratterizzata da nevrosi, infelicità, tradimenti, urla, mani addosso e baci intensi.
Le nozze d'oro di Pietro e Alba sono l'occasione di vedere riunito l'intero albero genealogico. Un albero con anche fin troppi rami che si trova costretto suo malgrado a una permanenza forzata nell'isola dove si svolgono i festeggiamenti.
La tempesta che si abbatte sulla casa non è solo meteorologica ma sopratutto simbolica.
Come animali in gabbia tutte le ansie, i rancori mai sopiti esplodono in un crescendo devastante.
Abbiamo una coppia che dura da 50 anni nonostante i tradimenti del Capo Famiglia.
Abbiamo 3 figli allo sbando:
Uno che fa lo scrittore con la bicicletta in fuga dai propri fantasmi;
Un altro che cerca di tenere un equilibrio precario tra le donne della sua vita che siano mogli, ex mogli e figlie;
E l'unica femmina che vive con la testa nella sabbia non vedendo le mancanze del marito.
A questo gruppo si aggiungono cugini falliti, con l'Alzehimer e infelicemente sposati legati dal ricordo di un primo bacio e ai 20 minuti che caratterizzano una storia d'amore.
A Casa Tutti Bene è il film più pessimista di Gabriele Muccino ed anche il più autoreferenziale (la Famiglia si chiama Ristuccia come quella di Ricordati di me e Elena Cucci ricorda tantissimo la Martina Stella che fece sbandare Accorsi ne L'ultimo bacio)
Muccino è implacabile, non salva nessuno, i suoi personaggi sono rappresentativi di uno squallore quasi irritante.
Nell'isterismo dilagante che pervade tutto il film fortunamente abbiamo momenti di un certo di livello grazie alla bravura di parte del cast.
Dallo sfogo liberatorio di Ivano Marescotti (Sono cresciuto orfano, a me la famiglia sta sul cazzo) alla dolcezza di Massimo Ghini nei pochi lampi di lucidità che la malattia gli regala (bello il confronto con un'esausta Gerini nella camera d'albergo) fino ad arrivare ai 5 minuti di gloria di Giulia Michelini che sbatte in faccia a tutti la loro meschinità.
A Casa Tutti Bene piacerà ai mucciniani più accaniti, io pur amando il regista trovo il film una sorta di autogoal.
Se è vero che un regista gira sempre lo stesso film qui Muccino ha un tantino esagerato
VOTO 5

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