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Appuntamento al parco

Regia di Joel Hopkins vedi scheda film

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La recensione su Appuntamento al parco

di Furetto60
6 stelle

Commedia sentimentale. Non male, soprattutto per la bravura dei due attori protagonisti

Nel quartiere di Hampstead c’è uno spazio verde chiamato Heat, uno splendido parco posto all'interno della città di Londra. È qui che vive in una bella e lussuosa casa, Emily Walters, una vedova americana, Il cui marito la tradiva ed è morto senza pagare le sue bollette. Lei rischia la bancarotta, oberata di debiti ereditati dal coniuge fedifrago, si sforza di far fronte agli eccessivi costi di un appartamento che non può più permettersi. Circondata da amiche ricche e affettuosamente ipocrite, Emily è cosciente di non poter più sostenere quello stile di vita, ma è anche consapevole di non avere molte alternative, poiché l’unica attività alla quale si è sempre dedicata nella sua intera esistenza è il volontariato in un "charity shop", in sostanza non ha mai lavorato. Un giorno, da una finestra del suo attico, Emily inguaribile “curiosa” è testimone dell'aggressione da parte di alcuni malviventi ai danni di uno strano individuo, che pare vivere in una capanna nel parco. Chiama quindi la polizia per chiedere aiuto e cosi salva quell'uomo, da quell’atto vigliacco di gratuita e bieca violenza. il giorno seguente si addentra nel bosco, per incontrare quell'uomo che sa che abita a pochi passi da casa sua, avendolo osservato spesso col binocolo, come un' instancabile voyeur, dalla sua mansarda. Costui è Donald, irlandese senzatetto che si è fabbricato con materiali di fortuna, una piccola capanna abusiva, dove ha tranquillamente vissuto ai margini dell’Heat, per ben 17 anni, completamente autonomo, non avendo corrente elettrica, non possedendo ovviamente elettrodomestici, cellulare o qualsiasi altro dispositivo tecnologico. nutrendosi del pesce pescato nel laghetto, non inquina non disturba alcuno, non ha contatti con nessuno, un eremita atipico. Tuttavia su quell’ immenso parco hanno avidamente messo gli occhi alcuni speculatori immobiliari. Quando i due si conoscono,dopo le prime inevitabili scaramucce, riscoprono insieme le gioie dell’amore, malgrado la loro età avanzata, l’incontro tra due personalità dalle esistenze agli antipodi, è magico come talvolta accade in questi casi. Donald è un burbero ferito nel profondo, che trova in Emily una ragione per ricominciare. Sfugge a chi cerca di aiutarlo e si chiude nel silenzio: vuole salvare la sua quotidianità, per non ricominciare a soffrire. La vicinanza di Emily è la sua medicina, l’idillio bucolico continua tra equivoci e passi falsi, fino a quando una grossa società cerca di sfrattare Donald. Entrano a questo punto in gioco gli avvocati, i tribunali e le arringhe appassionate al banco dei testimoni, e la storia assume le sfumature da “Legal thriller”. Peccato però che il risvolto ecologista e sociale del film resti sullo sfondo, lasciando scivolare in secondo piano la sottile critica alle ipocrisie del sistema britannico. Qui assistiamo a schermaglie sentimentali, tra due persone mature, ma non per questo chiuse all’amore, una commedia che si sviluppa attraverso una trama semplice, un po’ edulcorata, che sceglie di non affondare la sciabola della denuncia: la dimensione politica è appena sfiorata. Ispirato dalla vera storia di Harry Hallowes, senzatetto divenuto da un giorno all’altro milionario, il regista Joel Hopkins dirige un film romantico leggero e delicato che intrattiene con grazia e sfrutta al massimo il talento di due attori di gran talento come Diane Keaton e Brendan Gleeson

 

 

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