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La forma dell'acqua

Regia di Guillermo Del Toro vedi scheda film

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La recensione su La forma dell'acqua

di maghella
8 stelle

 

Inizi anni '60, Baltimora. Elisa è una giovane donna muta da quando è una bambina, dei graffi sul collo lasciano intuire una violenza subita ma che non ci è data di conoscere. La vita di Elisa (Sally Hawkins) corre in maniera abitudinaria: una colazione a base di sandwich e uova sode, un saluto veloce al suo amico e vicino di casa (un signore omosessuale  di quasi sessant'anni interpretato da un bravissimo Richard Jenkins), e il lavoro come donna delle pulizie presso un centro militare di massima sicurezza. La sua collega di colore Dalida (Octavia Spencer) una sorta di porta voce di Elisa all'interno del centro, le due donne passano le ore di lavoro più come amiche che come colleghe. Un giorno il responsabile della sicurezza, il signor Strinckland (il mio adorato Michael Shannon),  introduce all'interno del centro una misteriosa creatura, catturata in un  fiume dell'Amazzonia,  considerato uno  dio dalle tribù del luogo. La creatura è stata catturata per un esperimento, per capire se può essere idoneo ad essere inviato nello spazio. In piena guerra fredda è naturale pensare che all'interno del centro vi sia una spia russa pronta a rubare le preziose informazioni riguardo l'anomalo esperimento.  Quello che non era stato preventivato da nessuno è che la creatura fosse capace di provare emozioni e di comunicare, Elisa se ne accorge ben presto e tra i due nasce un forte sentimento empatico. La storia diventa così ben presto una favola a tutti gli effetti, intrisa di numerose citazioni e tributi al cinema americano anni '40 e '50.

In effetti l'atmosfera favolosa è presente fin dalle prime immagini, dove in un mondo sommerso incantanto, una voce narrante (che è poi quella di Richard Jenkins) vengono raccontate le sorti dei protagonisti della storia. Elisa è una sorta di sirenetta muta che trova la voce nel canto di una canzone da musical americano in cui rivela l'amore per la creatura/bestia. La bestia non si trasformerà in un bel principe, ma è proprio nella sua diversità la sua pura bellezza e il suo potere da dio capace di togliere e levare la vita, di guarire le ferite del corpo e della mente. L'amico e vicino di casa ha il compito che nelle favole è solitamente attribuito ai folletti, o ai topolini, ai nanetti della situazioni. L'amica Dalida è la fatina, o il grillo parlante che suggerisce le questioni di coscienza ma che alla fine aiuta e risolve in maniera incondizionata l'eroina. Il signor Strinckland è ovviamente il cattivo senza sconti, colui che calpesta i buoni propositi e che fa cadere le tenebre su ogni cosa. La parlantina e i modi bruschi e violenti sono le sue armi, ma che niente possono al confronto con l'alleanza tra tutte le forze benigne appena elencate.

Le favole che si rispettano vogliono il lieto fine , che qui ci viene mostrato alla prima scena, tutto quello che segue è puro spettacolo e divertimento, che lascia lo spettatore attento e concentrato per tutti i 120 minuti della visione.

Guillermo Del Toro scrive, dirige e produce un film che mescola sapientemente il fantastico con il realismo di un periodo storico ben preciso della storia americana: il dopoguerra e la guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. La ricostruzione ambientale pare uscita da un libro illustrato, intrisa di tanti particolari che attraggono  e spostano via via l'attenzione dello sguardo, aiutando lo spettatore a farsi una idea di chi siano i protagonisti della storia, non rendendoli esclusivamente dei personaggi stereotipati, ma soggetti sensibili.

Prima di arrivare alla storia d'amore tra la creatura ed Elisa, impariamo ad amare ogni singolo personaggio, o ad odiarlo.

Il cinema in bianco e nero dei musical passati  alla TV di casa  dei protagonisti fanno da colonna sonora all'intero film fino a diventare un vero messaggio rivelatore di amore di Elisa nel sogno che fa del ballo con la sua creatura. Impossibile non pensare al walzer tra Bella e la Bestia.

Una piacevole sorpresa per me che non amo particolarmente Del Toro.

Sally Hawkins

The Shape of Water (2017): Sally Hawkins

 

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