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Thirst Street

Regia di Nathan Silver vedi scheda film

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La recensione su Thirst Street

di EightAndHalf
6 stelle

Per rompere con i canoni di quel cancro che è la commedia indie americana, giunge Thirst Street di Nathan Silver, colorata variazione sul tema dell'ossessione d'amore, tutta cucita sulla voce narrante di Anjelica Huston e sulla faccia un po' psicotica di Lindsay Burdge. Pur non cedendo del tutto al costruttivo cinismo che pareva promettere, il film di Nathan Silver vanta dal canto suo un utilizzo spigliato e divertente di modalità cinematografiche assolutamente inusitate per un film di genere: dalla convivenza in campo di primo piano e campo lungo (genuinamente depalmiana) agli zoom, dai forti scarti cromatici all'utilizzo di musiche retrò. Il risultato è una commedia sui generis che riflette di soppiatto sul carattere cannibalistico ed egoistico dei rapporti umani, di uomini e donne raramente riescono davvero ad amarsi in coppia, ma si inseguono l'un l'altro in una ronde disperata che non fa sconti a nessuno. Ricco di accettabili forzature e situazioni che vanno dall'imbarazzo all'esilarante, Thirst Street celebra l'incontro fra commedia europea e commedia americana prendendosi la sua rivincita sulle convenzioni, e spiazzando nonostante la leggerezza dei toni e il carattere coerentemente macchiettistico dei personaggi, tutti sgradevoli per fortuna. Una chicca da recuperare, che non riesce ad osare oltre il limite - talvolta invalicabile poiché pericoloso - della carineria. 

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