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Strange Days

Regia di Kathryn Bigelow vedi scheda film

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cazzeggiatore del millennio

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La recensione su Strange Days

di cazzeggiatore del millennio
8 stelle

Devastante rappresentazione dell'uomo e del mondo attraverso una distopica visione del fine millennio previsto nel 1995 (uscita del film).

In un fine millennio distopico la nuova droga consiste nel vivere esperienze di altri tramite un dispositivo che si collega alla testa. Uno spacciatore però ne vede uno ben più interessante ed orrendo degli altri, inizia una storia ben più grande di lui e ben più pesanti di quanto non pensasse saranno le conseguenze.

La rappresentazione dell’immediato futuro, rispetto all’anno di uscita del film, adesso fa quasi ridere a vedere da come si sono svolte realmente le cose per noi tutti che le abbiamo vissute. Un dettagliato susseguirsi di soprusi in un mondo sempre avvolto nell’oscurità in un lieve occhiolino a Blade Runner, senza però quell’estremizzazione visionaria quindi ben più ruvido ed incisivo. La cosa veramente sconvolgente però è che ora come ora i tratti portanti di questa rappresentazione coincidono quasi alla perfezione con ciò che è veramente la realtà di oggi, sì è vero che la regista ha esagerato ma è per una pura ricerca di uno stile cinematografico dedito ad intrattenere il pubblico, al di là di quel gusto distopico estremizzato il futuro di Strange Days non è poi così distante dalla realtà di oggi.

Si può definire come una vera e propria epopea noir, un incipit spumeggiane all’insegna di follia visiva e concettuale, una metropoli con ogni sorta di tipaccio in ogni angolo, tutta gente ben caratterizzata e mai realmente normale, ci si può aspettare di tutto da tutti. Poi pian piano che la storia si dipana si apre un mondo sempre più cupo e dove tutto e tutti si rivelano per quanto realmente pericolosi sono, non è solo l’eroe che salva la bella o un’indagine per scoprire chi ha fatto cosa, le questioni in ballo sono enormi, i dubbi profondi e dolorosi e forse in realtà non hanno risposta tutto sommato.

Il tutto è amalgamato da uno svolgimento fuori di testa pieno di protagonisti interessantissimi, su tutti un Ralph Fiennes scatenato e una Juliette Lewis che si dà come poche altre (anima ma anche tanto corpo e voce). In poche parole due ore della realtà contro la qualche dobbiamo scontrarci attraverso il folle, spietato e dolorosamente onesto occhio di Kathryn Bigelw che non  fa sconti e non eccede perché le cose vanno così e basta. Forse una morale senza morale al di là del finale, le cose vanno così o colà e ciò che si può fare è solo combattere, arenarsi o cercare sotterfugi significa morire.

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