Trama

Fortunata (Jasmine Trinca), una giovane madre con un matrimonio fallito alle spalle, quotidianamente combatte per conquistare il suo sogno: aprire un negozio di parrucchiera sfidando il suo destino, nel tentativo di emanciparsi e conquistare la sua indipendenza e il diritto alla felicità.

Approfondimento

FORTUNATA: UNA FAVOLA DI PERIFERIA

Diretto da Sergio Castellitto e sceneggiato da Margaret Mazzantini, Fortunata racconta la storia di Fortunata, una giovane donna che ha una vita affannata, una bambina di otto anni e un matrimonio fallito alle spalle. Fortunata fa la parrucchiera a domicilio, parte dalla periferia dove abita, attraversa la città, entra nelle case benestanti e colora i capelli delle donne. Fortunata combatte quotidianamente con determinazione per conquistare il proprio sogno: aprire un negozio di parrucchiera sfidando il suo destino, nel tentativo di emanciparsi e conquistare la sua indipendenza e il diritto alla felicità. Fortunata sa che per arrivare fino in fondo ai propri sogni bisogna essere fermi: ha pensato a tutto, è pronta a tutto, ma non ha considerato la variabile dell'amore, l'unica forza sovvertitrice capace di far perdere ogni certezza. Anche perché, forse per la prima volta, qualcuno la guarda per la donna che è e la ama veramente.

Con la direzione della fotografia di Gian Filippo Corticelli, le scenografie di Luca Merlini, i costumi di Isabella Rizza e le musiche di Arturo Annecchino, Fortunata è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2017 nella sezione Un Certain Regard. Così il regista vede la protagonista del suo film: "Fortunata è un aggettivo qualificativo femminile singolare. Ma è anche il nome di una donna. E soprattutto un destino. E non è detto che quel destino uno se lo meriti. Ci sono uomini in questa storia che non sono d'accordo sulla felicità di Fortunata. Vedremo...

La drammaturgia di questa storia è suggerita direttamente dai personaggi. È Fortunata stessa, con la sua natura primordiale e sconnessa, a indicare la composizione della storia. I fatti, i colpi di scena, sono frutto naturale e inevitabile del comportamento di lei. Perché la vita materiale di questa donna ne nasconde un'altra, fatta di psiche, sogni rimossi, un disegno misterioso che si comporrà. Fortunata non ricorda i suoi sogni, ma sono quei sogni che cambieranno la sua realtà. E naturalmente l'amore. L'amore è una forza rivoluzionaria, l'unica che ci trascina sempre lontano dai nostri obiettivi prestabiliti. Per amore, questa donna imperfetta, impulsiva, affamata, bisognosa, perderà tutte le sue certezze, cambierà ma approderà a un'altra idea di se stessa.

Ogni personaggio di questa storia, Chicano, Patrizio, Franco, Ester … è portatore di un destino, personalissimo eppure, credo, riconoscibile da tutti. E certamente umanissimo. Racconteranno loro questa favola di periferia".

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Commenti (5) vedi tutti

  • Una donna tenace che corre tutto il giorno per togliersi di dosso il disagio di una mediocrità che l'ha sempre sopraffatta. La "fortunata" coppia più florida del cinema italiano sa come accattivarsi i favori del pubblico, ma anche costruire un personaggio di donna forte e convincente che avrebbe creato, nei '50, un personaggio cult.Ottima la Trinca

    leggi la recensione completa di alan smithee
  • Voi che parlate con tanta convinzione negativa di Fortunata sapete che cos'è Centocelle, Tor Pignattara il quartiere (già borgata ) Alessandrino ?

    leggi la recensione completa di guitar1955
  • Non sono d'accordo con la recensione totalmente negativa, ma ammetto che il film viene salvato dalla bravura di Trinca e Centanni. Avrei evitato l'eccessiva caricatura delle amiche di Fortunata e i siparietti delle cinesi (forse allegoria del successo e ubiquità dei cinesi) ma, come detto, il personaggio di Fortunata avvince, e anche l'occhio si pr

    commento di faumes
  • Il cinema sempre urlato ed esagitato di Castellitto non mi entusiasma anche perché il dolore e il destino avverso, costituito dall’ambiente e dalle famiglie di borgata, si possono – penso – esprimere anche recitando in maniera ben diversa. Il tentativo del regista di alzare il livello qualitativo del suo lavoro non è secondo me riuscito.

    leggi la recensione completa di michemar
  • A me il film è piaciuto. Storie semplici, NON banali, perché purtroppo così spesso vere. Trinca bravissima, regge il film dall'inizio alla fine. La bambina eccezionale.

    commento di paosca
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La recensione più votata è negativa

M Valdemar di M Valdemar
1 stelle

    Imbarazzante. Fortunati coloro che non avranno l'ardire – o la sfiga – di posare gli occhi sull'ultima fatica della letale, ammanicatissima coppia Castellitto-Mazzantini. Non si salva niente, non si salva nessuno, nemmeno un disegnino appeso alla parete o l'armadio in fondo alla stanza che se ne sta per i fatti suoi: il ritratto di periferia coatta e cafona,… leggi tutto

4 recensioni negative

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alan smithee di alan smithee
6 stelle

CANNES 70 - UN CERTAIN REGARD - PREMIO AL MIGLIOR INTERPRETE: JASMINE TRINCA Per alcune persone il motto "chi si ferma è perduto" diviene una ragione di vita, e per più di un motivo: per necessità, per l'impulso dovuto ad un carattere forte, per la necessità di restare vivi e non pensare alle tragedie che piovono addosso senza tregua né ritegno su alcune… leggi tutto

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casomai21 di casomai21
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Tra i bravi interpreti riappare Hanna la musa del compianto Fassbinder Un vero omaggio alla storia del cinema, un cammeo in un dramma tutto italiano, anzi romano. Ma è la Roma della periferia degradata, con negozi sbarrati da tempo, erbacce e rifiuti, con monumentali archi di antico acquedotto romano, imbarazzanti ingombri alla sfrenata lottizzazione con case popolari.Hanna Schygulla… leggi tutto

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