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Thor: Ragnarok

Regia di Taika Waititi vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Thor: Ragnarok

di axe
6 stelle

In questo episodio della serie ispirato ad una rilettura "fumettistica" della mitologia nordica, Thor, il Dio del Tuono, si trova a contrastare i pericolosi piani della sorella maggiore Hela, la quale, dopo essersi sbarazzata dei fratelli e del Mjolnir, la formidabile arma di Thor, ed aver assoggettato Asgard, ne vorrebbe fare la capitale di un nuovo impero basato sul terrore. Mentre la divinità femminile estende il suo dominio su Asgard, Thor finisce nelle immense discariche di una sorta di crocevia tra universi, un pianeta controllato da un Gran Maestro che organizza spettacoli di combattimento in un'immensa arena. Qui Thor incontra il suo amico Hulk; insieme a lui, Loki, una cacciatrice di taglie che è anche l'ultima delle Valkirie, e un gruppo eterogeneo di alieni, progetta l'assalto ad Asgard, con la prospettiva di dover compiere scelte difficili. Non sono rimasto molto soddisfatto dalla visione di questo episodio; premesso che non amo i film di supereroi, avevo comunque apprezzato i due film precedenti, sia sotto l'aspetto dell'intrattenimento, sia per caratterizzazione dei personaggi. Vedendo "Ragnarok" ci si diverte, grazie a tutto il consueto repertorio di inseguimenti, sparatorie, combattimenti acrobatici ed estremamente irrealistici all'arma bianca o a mani nude. Si ha però l'impressione di assistere alla partita ad un grande e caotico videogioco. Il tono del racconto si presenta spoglio di ogni epicità, i personaggi, inclini all'ironia e all'autoironia, non sono più approfonditi come in passato; in particolare il Loki, infido ed indecifrabile, dell'episodio precedente è ridotto ad una macchietta. Tra gli attori, mi è piaciuta Cate Blanchett nelle vesti di Hela, una figura che ha un minimo di spessore. La sua sete di potere è immensa, ma essa non è invincibile. E' infatti indissolubilmente legata ad Asgard, non solo perchè ne trae la forza, ma anche perchè è la sua patria. Ella, però, ha riguardo per il luogo, non per il popolo, differentemente da Thor, il quale, proprio in questo trova il punto debole della sorella maggiore. Gli estremamente vari e colorati scenografie, oggetti e costumi, restituiscono allo spettatore il "senso del meraviglioso". Sembra di assistere ad un film ascrivibile nel genere space-opera. Il ritmo è altalenante; gli eventi, anche un po' confusamente, si susseguono rapidi nella prima parte del racconto. Poi l'andamento rallenta, cedendo il passo a momenti di dialogo e progettazione. Nell'ultima parte, il film torna vivace e pieno d'azione. Divertente, piacevole da vedere, ma realizzato secondo scelte diverse rispetto quelle fatte per gli altri episodi della saga.

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