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Spider-Man: Homecoming

Regia di Jon Watts vedi scheda film

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La recensione su Spider-Man: Homecoming

di malkmus
6 stelle

Per chi come me e' cresciuto con i fumetti dell'Uomo Ragno sin da adolescente e aspettava i fatidici 14 giorni per andare in edicola a comprare il nuovo numero

Io non so quanti di voi posseggono la collezione originale dell'Uomo Ragno dal primo numero a molto oltre il 150esimo. Intendo quella della Corno Editoriale. E non so quanti di voi l'abbiano letta quando usci' in Italia per la prima volta (fine anni 70).

Beh, io sono uno di questi e sono "cresciuto" assieme a Peter Parker e le sue evoluzioni non solo supereroistiche.

Conosco bene i miei polli quindi, sia quelli della Marvel che chi ha inventato (Stan Lee) e disegnato (da Steve Dikto e Jhon Romita fino a Todd Mc Farlane e oltre) il tessiragnatele.

A me alcuni episodi precedenti non sono dispiaciuti e ovviamente oltre al primo di Sam Raimi, non ho disdegnato "Amazing Spiderman" il primo Marc Webb con Andrew Garfield. In esso c'era molto dello spirito di Peter , che e' quello che secondo me dovrebbe caratterizzare ogni film sul nostro (super)eroe preferito. Ovvero uno spirito solitario, timido, insicuro ma forte e convinto al tempo stesso quando in gioco ci sono responsabilita' e persone care. Uno studioso genialoide e sorprendente, un occhialuto studente nerd dal quale mai sospettersti una doppia vita. Questo, almeno in gran parte delle storie iniziali ideate da Stan Lee era lo spirito reale di Spiderman e questo e' quello che mi aspetto di vedere io ogni volta che esce un film su di lui. Anche in seguito , quando sentimenti e storie di avversari (ora si dice villains...) rigirate su stesse, lo hanno messo in croce, il buon Parker ha sempre mantenuto (nei fumetti) un aura solitaria, una sorta di timidezza imbattibile spesso scambiata per supponenza da chi lo conosceva poco (penso alla sua nemesi studentesca Flash Thompson) o lo sottovalutava di continuo ( JJ Jameson ) e in fondo lui i problemi se li e' sempre andati a cercare, proprio come in questo ultimo episodio nel quale e' stato probabilmente appena morso dal ragno radioattivo e da pochissimo ha avuto un esperienza con gli Avengers e in particolare Tony Stark Ironman, nelle strani vesti di un tutorial mentore che nei fumetti non e' mai stato approfondito.

Chi ha quindi capito di cosa sto parlando non fatichera' a ritrovare una magnifica citazione ad un numero memorabile dei fumetti usciti in Italia, ovvero il numero 27, lo spartiacque "Ultimo Capitolo" nel quale il nostro supereroe di quartiere affronta Dock Ock in una epica saga e rischia davvero per la prima volta realmente di morire , venendone fuori solo pensando a chi gli era caro (zia May e Gwen Stacy) e a chi non c'era piu' (zio Ben) .

Ecco , solo per guardare ( tornando bambini )  quella citazione visiva , il film vale il biglietto e la visione, almeno per chi , come me, ha sempre sofferto, sorriso e gioito per le gesta del nostro amico Peter Parker . Sono di parte lo so , ma questo film , in fondo contiene proprio tutte le peculiarieta' gli errori e gli eroismi che contraddistinguono questa icona americana con la quale molti di noi si sono fatti  grandi .

Tutto si puo' migliorare e questo film di difetti ne ha molti (non lo script pero'...) , quindi auguriamoci che sia un promettente inizio. 

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