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Il posto delle fragole

Regia di Ingmar Bergman vedi scheda film

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La recensione su Il posto delle fragole

di Antisistema
10 stelle
50 anni di lavoro prestigioso come accademico e dottore, un figlio, una domestica per le faccende di casa ed un'esistenza creduta fino a quel momento tranquilla, fino a che uno strano sogno sconvolge la vita borghese del professor Isak Borg (Victor Sjostrom); l'uomo si trova in un posto tangibile e concreto, molto attinente alla realtà, eppure così straniante e allucinato con quel bianco e nero fortemente contrastato, da far intendere di trovarsi in uno stato di sospensione temporale, come sancito dagli orologi senza lancette e da un tetro incontro con un carro funebre, il tempo per il 78enne professor Isak è oramai prossimo alla scadenza. Nel viaggio intrapreso da Isak verso Lund per ricevere un riconoscimento per la sua carriera, la nuora Marianne (Ingrid Thulin), gli rinfaccia il suo egoismo marcato e l'essere un anaffettivo emotivo verso il prossimo, l'anziano professore lungo il tragitto ripensa a tutta la sua esistenza sulla base di esperienze passate sognate o rivissute in terza persona, tramite la sua presenza da anziano in vicende che pensava acquisite se non superate, ed invece risultano sulla base della vita condotta adesso che lo hanno reso un individuo solo, chiuso in sé stesso ed anaffettivo, in pratica un vecchio che vedendosi nello specchio di Sara (Bibi Andersson), vede con sommo terrore non tanto il tempo trascorso, ma l'aridita' interiore che nulla ha saputo dare al prossimo, concependo la sua vita come elogio di sé.
Per Ingmar Bergman la presa di coscienza non passa tramite la merca dialettica, ma con l'autoanalisi di sè stessi tramite il vedere la propria immagine da un punto di vista terzo, come se si rivivesse la scena di un delitto, di cui il soggetto che rivive le esperienza passate è l'imputato la cua esistenza viene messa a processo e la condanna per una vita tanto arida non può che essere la solitudine eterna, uno scacco che non lascia alcuna speranza ad un uomo la cui vita oramai è quasi alla fine. 
 
 

Ingrid Thulin, Victor Sjöström

Il posto delle fragole (1957): Ingrid Thulin, Victor Sjöström

 

Se il passato ha portato a questo, il presente può dare una seconda possibilità, nel tragitto in macchina verso l'università, Isak e Marianne daranno un un passaggio lungo la strada a tre giovani; Sara (sempre Bibi Andersen), Anders e Viktor, che gli doneranno una prospettiva differente sul proprio vissuto complice anche la loro irruenza dovuta alla giovane età; Anders è un teologo, mentre Viktor ha una mente più razionale e scientifica, per questo litigheranno aspramente sull'esistenza di Dio; dacchè Sara metterà fine alla discussione con un sagace "Allora esiste o no?": L'esistenza di Dio non può essere decisa in una mera scazzottata e argomentazioni sulla sua esistenza si affastellano da millenni con fior fiore di filosofi che hanno detto la loro sulla questione; di sicuro è una strada che ad Isak non interessa e subito glissa quando verrà interpellato sulla faccenda dai due giovani, perchè per Bergman la risoluzione dei problemi non trova risposta nella trascendenza ma nell'immanenza, infatti la ragazza Sara che porta il nome oltre che una somiglianza marcata con la cugina che amava anni addietro, è la figura che tormenta sempre più frequentemente Isak in questo road movie metafisico basato sul concetto di tempo che scorre inesorabilmente.  

Costellato da continui flashback, con scene marcatamente oniriche e visioni da incubo, l'esistenza di Isak pur essendo alle battute finali è un continuo divenire, la soluzione sembra speculare a quella del Settimo Sigillo uscito nel medesimo anno; l'anziano professore probabilmente non potrà fare nulla di più per sè stesso e la condanna della solitudine che lo attenderà, però ha ancora il potere di poter fare dono della sua esperienza di non-vita alle giovani generazioni, in primis il figlio che sta percorrendo la medesima strada e al contempo apprendere da Sara, Anders e Viktor come trovare pace si sè stesso abbandonandosi ai teneri e pacificati ricordi d'infazia, affrontando così serenamente il tempo rimanente concessagli. 

Capolavoro assoluto del maestro svedese, Il Posto delle Fragole di pone come l'altra faccia della medaglia del Settimo Sigillo, se nel film precedente c'era la ricerca disperata del cavaliere di guadagnare tempo per cercare le rispsote ai suoi dubbi esistenziali, qui invece si tratta di accettare i propri fallimenti passati per cercare di vivere al meglio il poco tempo rimanente, Bergman visto sempre come un regista pessimista, in realtà in questo dittico offre un barlume di speranza ai personaggi che dovranno fare il sacrificio di sè a favore degli altri per poter trovare così una propria serenità interione nell'affrontare il momento del trapasso. 

 

Ingrid Thulin, Bibi Andersson, Victor Sjöström

Il posto delle fragole (1957): Ingrid Thulin, Bibi Andersson, Victor Sjöström

 

Film aggiunto alla playlist dei capolavori : //www.filmtv.it/playlist/703149/capolavori-di-una-vita-al-cinema-tracce-per-una-cineteca-for/#rfr:user-96297

 

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