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Il generale - Come vinsi la guerra

Regia di Buster Keaton vedi scheda film

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La recensione su Il generale - Come vinsi la guerra

di Antisistema
10 stelle

100 anni e non sentirli, Il Generale - Come Vinsi la Guerra di Buster Keaton e Clyde Bruckman (1926), oltre ad essere uno dei vertici del cinema muto, è da annoverare tra i più grandi capolavori della storia del cinema, con la sua ernome influenza sia per quanto riguarda le gestione del ritmo indiavolata, il respiro epico-kolossal e situazioni visivo-narrative ancora oggi adoperate se non omaggiate apertamente. Il titolo originale (The General) si riferisce alla locomotiva guidata dal macchinista Johnnie Gray (Buster Keaton), il quale è orgoglioso del suo lavoro e ama molto il mezzo di trasporto che adopera giornalmente, mentre l'altro suo amore è la fidanzata Annabelle Lee (Marion Mack), ragazza della ricca borghesia mercantile dello stato della Georgia. Purtroppo lo scoppio della guerra civile nel 1961 manda a monte il loro probabile matrimonio, perchè Johnnie viene scartato dall'arruolamento venendo considerato più utile come macchinista, ma la ragazza pensa che sia tutta una scusa dell'uomo e lo respinge considerandolo un codardo, affermando di non volerlo più vedere fino a che non avrà una uniforme addosso, ma il rapimento della ragazza insieme alla sua locomotiva the general da parte di spie nordiste, offrirà l'occasione a Johnnie di poter ottenere quel riscatto atteso per ristabilire l'onore perduto agli occhi della fidanzata un pò superficiale e dedita all'apparenza.

E' un film straniante e forse imperfetto in alcune svolte narrative (dopo un anno dalla guerra civile dubito che i sistemi ferroviari tra nord e sud fossero ancora collegati, praticamente c'era il rischio di invasione reciproca da parte di ognuna delle due fazioni quando voleva praticamente!), perchè come si nota dalla sinossi descritta sopra, dobbiamo tifare per i confederati contro gli unionisti, io non ho praticolari problemi, non perchè sia razzista o perchè sostenga la schiavitù (entrambe cose che avverso), ma per il fatto che una vittoria degli stati del sud avrebbe avuto conseguenze positive come la distruzione degli USA come stato unitario (e gli schiavi approdittando dell'indebolimento della confederazione, sarebbero riusciti a liberarsi con una rivolta generale) ed una crisi fatale dei loro nefasti valori, che in poco meno di 100 anni infetteranno 2/3 del mondo, per poi sottomettere dopo altri 50 anni tutto il resto del globo terrestre. Ma invettive anti-sistema a parte, c'è da dire che saggiamente Buster Keaton non entra mai nell'argomento schiavitù (non viene neanche accennata la questione) e la famiglia della sua fidanzata, appartiene alla borghesia mercantile e non ai proprietari terrieri delle pinatagioni con il loro abnorme numero di schiavi di colore. In realtà a Buster Keaton il teatro bellico serve a sviluppare le proprie doti acrobatiche di attore e stunt, valorizzate dalle scenografie vere della locomotiva, sviluppando il film come un combattimento tecnologico e di astuzia al ritmo veloce e fossennato della locomotiva al vapore, dove l'uomo grazie al suo ingegno deve affrontare i vari ostacoli frapposti lungo i binari dai nordisti per impedire ogni inseguimento. 

 

Buster Keaton

Il generale - Come vinsi la guerra (1926): Buster Keaton

 


I carrelli laterali si combinano con i binari su cui viaggia la locomotiva, unendo la forma e la sostanza in un inno alla tecnologia come mezzo per consentire a Keaton di esprimere tutto il suo ingegno comico, affrontando ostacoli e peripezie a ripetizione, destregiandosi avanti ed indietro per la locomotiva come un'acrobata del circo che salta qua e là, assumendo in prima persona il rischio ed i pericoli di girare tutto su set reali, rifiutando modellini o riprese in studio. Il Generale - Come Vinsi la Guerra è un elogio al vapore, alla ruota come strumento di progresso e locomozione, che ha consentito un balzo decisivo nei trasporti all'uomo, che l'ha adoperata praticamente per ogni mezzo di trasporto creato nel corso dei secoli, contribuendo a far compiere al cinema tramite questa pellicola un salto in avanti decisivo, perchè diventa simbolo del ritmo e della velocità, forsennata che non lascia un attimo di tregua.
La guerra civile americana (1961-1965), fu il primo conflitto dove l'industria e lo sviluppo tecnologico la fece da padrona, chi ha la supremazia in tali settori, vincerà lo scontro e non è un caso che gli unionisti rubino la locomotiva the general e nè che lo scontro tra Keaton e le spie del nord, venga messo in scena sia nell'inseguimento del primo atto che nella fuga del terzo atto dopo aver recuperato la locomotiva e salvato Annabelle (la quale aiuterà il protagoniste rendendosi utile come aiutante nel gestire il treno durante la fuga dai nordisti), come una guerra e propria lotta di mezzi su strade ferrate, dove l'astuzia nel porre gli ostacoli e la conoscenza approfondita del mezzo di trasporto del treno, consentirà di ottenere maggior velocità e vincere la battaglia.
Un film veloce come un treno, che forse può essere criticato nel piccolo intermezzo centrale dove Keaton deve salvare la propria fidanzata scendendo dal treno e infiltrarsi nel casegiato occupato dagli unionisti, non all'altezza di tutto il resto della pellicola perchè se Charlie Chaplin da solo era in grado di far ridere anche senza avere nulla intorno, Buster Keaton con la sua espressione monolitica esalta molto meglio la propria comicità slapstik se ha una scenografia con cui può esprimersi e sicuramente il treno con i binari risulta adatto alle sue esigenze e ci consegna l'immagine immortale del treno che sprofonda nel fiume dentro il quale ancora oggi si trovano i suoi resti. Una commedia indiavolata, girata totalmente in esterna, con un respiro kolossal e un certo sberleffo contro l'attitudine militare per la quale il protagonista è un completo inetto, ma accolta dalla critica in modo freddo con accuse di scarso divertimento e fu un flop ai botteghini dato anche l'altissimo costo dell'opera (circa 1 milione di dollari), condizionando tutti i futuri progetti di Keaton, che dal flop del film venne molto condizionato durante la fase successiva della sua carriera, ma a distanza di anni oramai possiamo dire che è un capolavoro assoluto del cinema.

 

scena

Il generale - Come vinsi la guerra (1926): scena

 

Film aggiunto alla playlist dei capolavori : //www.filmtv.it/playlist/703149/capolavori-di-una-vita-al-cinema-tracce-per-una-cineteca-for/#rfr:user-96297

 

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