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Blow Up

Regia di Michelangelo Antonioni vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Blow Up

di FABIO1971
8 stelle

"Il mio problema per "Blow-up" era quello di ricreare la realtà in una forma astratta, volevo mettere in discussione il "reale presente": questo è un punto essenziale dell'aspetto visivo del film, considerato che uno dei temi principali della pellicola è vedere o non vedere il giusto valore delle cose".
[Michelangelo Antonioni]

Le strade della "Swinging London" sono percorse da festose comitive di giovani mascherati e truccati da mimo. Thomas (David Hemmings) è un fotografo professionista: le prime sequenze del film lo mostrano, dopo aver trascorso la notte in un dormitorio pubblico in cerca di immagini-verità, al lavoro nel suo studio insieme alle giovani modelle con cui realizza i suoi servizi per le riviste di grido. Visita i negozi di antiquariato in cerca di capricci da appagare, gira per le strade nella sua Rolls Royce coupè e con la sua inseparabile macchina fotografica, sempre pronto a catturare con l'obiettivo ciò che attrae il suo sguardo famelico. Attraversa un parco, dove due tennisti giocano su un campo in cemento e dove una coppia di amanti attira la sua attenzione: ne fotografa di nascosto le effusioni, finchè i due non si accorgono della sua presenza. Alle rimostranze della donna, Jane (Vanessa Redgrave), per farsi riconsegnare il rullino, Thomas risponde con un secco rifiuto. Jane insiste:
"Questo è un luogo pubblico, la gente ha diritto di essere lasciata in pace".
"Non è colpa mia se non c'è pace. Molte ragazze mi pagherebbero per una foto, lo sa?".
"Anch'io la pago".
"Io costo caro. E ci sono altre cose che mi servono in questo rullino".
Nonostante Thomas le prometta di spedirle le fotografie, la donna tenta, vanamente, di aggredirlo per strappargli la macchina fotografica: "Non sciupi tutto", osserva ironicamente Thomas, "ci siamo appena incontrati". "Non è vero", risponde Jane, "lei non mi ha mai vista". Thomas torna nel negozio d'antiquariato, acquista un'elica gigantesca, si incontra in un pub con il suo amico Ron (Peter Bowles), a cui mostra le fotografie scattate nel dormitorio, immagini che faranno parte del suo prossimo libro, spiega a Ron, che di quel libro sarà l'autore dei testi e delle didascalie, che ritiene di aver trovato, nel parco dove ha appena trascorso la mattinata, le foto adatte per concluderlo (gliele farà avere in serata, gli promette), notano un uomo in strada che li osserva e poi si allontana in fretta e furia. Torna nel suo studio-abitazione, dove vivono anche l'amico pittore Bill (John Castle) e la compagna Patricia (Sarah Miles) e scopre che Jane l'ha seguito. Entrano nel suo "sancta sanctorum", si spiegano:
"Che diavolo c'è di tanto importante in quelle foto?".
"Sono affari miei".
"Nel parco la luce era splendida stamattina, dovrebbero essere venute bene. E poi mi servono".
"La mia vita privata è già un tale pasticcio, sarebbe un disastro se...".
"E allora? Un disastro è quello che ci vuole per vedere chiaro nelle cose".
Mimano un servizio fotografico, bevono un drink, ascoltano un disco: poi Jane tenta nuovamente, e sempre inutilmente, di rubargli il prezioso rullino, gli si concede credendo che sia quello il prezzo da pagare per convincerlo, vengono interrotti dal facchino del negozio d'antiquariato, giunto a consegnargli l'elica. Poi, ottenuto il rullino, Jane ringrazia e va via: ma Thomas l'ha sostituito con uno diverso, si chiude nella camera oscura e lo sviluppa. Osserva le foto e si accorge di qualcosa di strano: inizia ad ingrandire (blow up), sezionare, scomporre e ricomporre l'immagine catturata dal suo obiettivo e sfuggita al suo sguardo, ne stende le stampe sulle pareti del laboratorio, le analizza con occhi attenti, aiutandosi con una lente d'ingrandimento, fissando a matita i punti cruciali che hanno attirato il suo sguardo. La realtà che ora si mostra ai suoi occhi rivela una mano che impugna una pistola spuntare da un cespuglio accanto alla coppia di amanti. Telefona immediatamente all'amico Ron per avvertirlo dell'incredibile scoperta, poi l'irruzione nel suo studio di due "scatenate" aspiranti modelle (Jane Birkin e Gillian Hills) lo distoglie momentaneamente dalle indagini sulle foto: ed infatti, quando torna ad esaminarle, si accorge che nell'immagine compare anche il cadavere di un uomo. Si precipita in piena notte nel parco, torna sul luogo incriminato e trova il corpo della vittima. Elettrizzato dalla conferma della sua scoperta, ritorna nuovamente a casa, mostra a Patricia le sue fotografie e poi si precipita a prendere Ron per condurlo nel parco: in strada incontra Jane, la segue per alcuni isolati, entra in un club dove suonano in concerto gli Yardbirds (nella line-up con Jimmy Page e Jeff Beck, contattati da Antonioni dopo l'impossibilità di scritturare i Velvet Underground e gli Who), assiste all'esecuzione di un'indiavolata Stroll On insieme ad un pubblico inerte ed ipnotizzato (almeno fino a quando Jeff Beck non si accanisce sull'amplificatore e lancia la sua chitarra tra la folla, che a sua volta si scaglia verso Thomas, che ha raccolto il prezioso trofeo, inseguendolo fino in strada). Poi riesce a scovare Ron ad un party "alternativo", ma l'amico è in condizioni pietose e non può dargli retta: attende l'alba e poi torna da solo nel parco. La visione che lo attende lo lascia, però, sgomento: il cadavere dell'uomo, infatti, è scomparso. Mentre vaga lungo i viali del parco incrocia nuovamente la comitiva festante di mimi e ragazzi mascherati dell'incipit del film: il gruppo di giovani si ferma proprio davanti a lui, entrano nel campo da tennis ed iniziano a mimare una partita silenziosa. Durante l'immaginario match la pallina oltrepassa le recinzioni del campo, i ragazzi mimano a Thomas la richiesta di raccoglierla e lui, dopo qualche istante di smarrimento (il tempo in cui, nella sua mente, i confini tra realtà ed illusione si polverizzino), la lancia nuovamente in campo. In colonna sonora si ascoltano soltanto il rumore del vento, della natura e dei passi di Thomas sull'erba mentre corre a prendere la pallina inesistente, la macchina da presa lo inquadra in primo piano e resta fissa su di lui anche dopo che l'ha rilanciata: ora, però, in sottofondo, dal campo da tennis provengono i rumori dei rimbalzi della pallina e dei colpi delle racchette. Lo sguardo di Thomas si abbassa verso terra, l'ultima inquadratura (dall'alto, in campo lunghissimo) dissolve Thomas nel mare d'erba del prato. Scritto da Antonioni insieme a Tonino Guerra (e, per i dialoghi della versione inglese, da Edward Bond) sulla base del racconto-capolavoro La bava del diavolo (1959) di Julio Cortàzar (che appare ritratto nelle fotografie degli sfollati del dormitorio che Thomas mostra all'amico Ron), Blow-up costituisce una delle opere più celebri del regista ferrarese, fonte d'ispirazione dichiarata, nelle sue metafisiche ed enigmatiche speculazioni sulla percezione della realtà, sulle possibilità del cinema di coglierne ogni sfumatura, sulla sconfitta dello sguardo e il trionfo dell'illusione e dell'immaginazione, di opere come La conversazione di Coppola o Blow out di De Palma: la realtà è inconoscibile, conclude Antonioni, profetico nel sancire il dominio assoluto dell'immagine nella cultura del tempo, perchè a forza di scomporla, frammentarla e sezionarla l'occhio umano ne smarrisce la comprensione, perdendo di vista l'oggetto della sua indagine e illudendosi di riuscire ad interpretarla. Pur con alcune forzature eccessivamente compiaciute, la controversa materia è governata da Antonioni con ambiziosa e brillante ispirazione, sorretta dalla raffinatezza delle scelte stilistiche ed immersa nelle suggestive locations londinesi dei mid-Sixties, spumeggiante cornice ambientale di un thriller metafisico risolto, per assurdo, proprio nella desolante consapevolezza dell'impossibilità di un'investigazione. Fotografia, magnifica, di Carlo Di Palma, colonna sonora, strepitosa, di Herbie Hancock e Palma d'Oro al festival di Cannes.

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