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L'avventura

Regia di Michelangelo Antonioni vedi scheda film

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La recensione su L'avventura

di mm40
6 stelle

L’avventura è un film difficilissimo. La Vitti è meravigliosa. Ferzetti è l’emblema del maschio italiano, traditore per natura, forte a parole e nullo nei fatti. Dura due ore e mezza, o quasi. C’è dentro una sostanziosa mole di psicanalisi, c’è tanta critica alla contemporaneità. E al cinema. E ai rapporti di coppia. Lelio Luttazzi in una delle sue parti più lunghe come attore. E ancora Lea Massari, quasi debuttante. È il film della svolta di Antonioni, il primo della trilogia composta anche da La notte e L’eclisse. Da dove cominciare? L’avventura esce nel 1960, anno in cui approdano sul grande schermo anche lavori del calibro de La dolce vita di Fellini e Rocco e i suoi fratelli di Visconti; se il cinema italiano è in fermento, quello europeo e mondiale non è comunque da meno. In Francia è appena esplosa la nouvelle vague; l’elemento francese più innovativo però fa storcere il naso ai puristi del movimento: è Alain Resnais, che trasporta la destrutturazione narrativa del nouveau roman (Robbe-Grillet, Duras) sulla pellicola; l’Antonioni sperimentatore de L’avventura è parente prossimo del Resnais di Hiroshima mon amour (1959) e di L’anno scorso a Marienbad (1961). Le inquadrature non seguono più necessariamente i personaggi; i dialoghi possono essere pronunciati fuori campo e avere la stessa importanza di quelli affidati alle figure inquadrate; le geometrie e le luci (fotografia di Aldo Scavarda, all’esordio; lavorerà con Comencini, Samperi, Bernardo Bertolucci e altri) assumono un ruolo di primo piano; l’azione – in sostanza – non è più la protagonista del film. La novità principale di questo lavoro è infatti da indicare nella sceneggiatura, firmata da Elio Bartolini (già co-autore del precedente lavoro di Antonioni, Il grido), Tonino Guerra (ancora poco noto come nome nel mondo del cinema) e dal regista stesso; lo strappo con la tradizione avviene di netto, a circa mezzora del film: la protagonista Anna scompare nel nulla e di lei non si avranno più notizie. Non solo, ma verrà proprio dimenticata completamente, o quasi: fino al punto che l’amica Claudia, verso il finale, la ricorderà addirittura con timore, nel terrore che torni a farsi viva e che possa quindi rovinare la neonata relazione fra Claudia e l’ex ragazzo di Anna. L’analisi del rapporto uomo-donna è brutale (si entra nei bisticci fra fidanzati fin dalle prime scene) e le conclusioni che se ne traggono sono impietose: una coppia viene falciata di netto da un evento tragico (la scomparsa di lei) e un'altra si sgretola piuttosto rapidamente per l'incapacità dei partner di rapportarsi fra loro. Comunque sia, l'amore svanisce in modo inspiegabile: e questa potrebbe essere la trama de L'avventura, ma anche di tanti altri lavori di Antonioni. Questo ha di peculiare i paesaggi e i monumenti siciliani, la fotografia ultracurata non è invece certo novità; le lunghe carrellate silenti sono altrettanto ormai un marchio di fabbrica del regista, così come l’utilizzo sempre molto parco delle musiche (Giovanni Fusco, che scrive un tema sensazionale e se lo vede confinato nei due minuti dei titoli di testa, per poi scomparire come la protagonista: ricomparirà di quando in quando in sottofondo, ma lontano, a bassissimo volume, più che come una presenza, come un presentimento: esattamente come Anna). Mostruosa è la profondità di quest'opera: ma purtroppo quando ci si avventura troppo a fondo è inevitabile dover fare a meno della luce. L’avventura è un film da capire a tentoni. Un lavoro forse non eccezionale, ma che merita senza ombra di dubbio curiosità e rispetto. Il pubblico inizialmente non lo apprezzò, il che è anche comprensibile, ma l’ottima valutazione a Cannes (Gran premio della giuria) e il Nastro d’argento per la colonna sonora contribuirono alla riuscita commerciale del lavoro. 7/10.

Sulla trama

Durante una gita in barca alle Eolie, Anna si perde. Le ricerche sono vane, mentre il suo ragazzo Sandro intreccia una relazione con l'amica Claudia. L'amore, per lei fortissimo, per lui svanisce rapidamente.

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