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Dracula di Bram Stoker

Regia di Francis Ford Coppola vedi scheda film

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Fanny Sally

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La recensione su Dracula di Bram Stoker

di Fanny Sally
7 stelle

Sontuosa e immaginifica rilettura del celebre romanzo gotico di Bram Stoker da parte del maestro Francis Ford Coppola.

La dannata e malinconica figura del vampiro più famoso della letteratura a distanza di decenni dalla sua creazione continua ad affascinare schiere di lettori e di cineasti, che hanno attinto svariate volte alle pagine scritte dall’irlandese Bram Stoker per confezionare film più o meno riusciti e fedeli al racconto originale. Tra gli innumerevoli adattamenti per il grande schermo, quello realizzato dal maestro Francis Ford Coppola, anche perché vincitore di diversi premi, ha assunto negli anni un’aura quasi intoccabile, seppure il regista americano si sia concesso molte licenze piuttosto che realizzarne una versione filologica.

 

Amore e morte, passione e dannazione, mostruosità e sensualità, fede e superstizione, bene e male s’intrecciano e si fronteggiano in un continuo alternarsi di situazioni e personaggi, con un crescendo finale che tuttavia lascia un po' con un senso di straniamento, apparendo sin troppo melodrammatico.

 

Il personaggio del famigerato conte immortale Dracula qui viene rivestito infatti di un'aura più romantica che malvagia, sebbene non manchino le scene di sangue e non se ne neghi l'ambiguità, facendone una sorta di antieroe romantico, un'anima in pena in cerca di pace e redenzione. Gary Oldman offre un'interpretazione intrigante e memorabile delle varie forme assunte dal vampiro, coadiuvato da trucchi ed effetti speciali sicuramente innovativi per l’epoca e ancora oggi piuttosto credibili. Abbastanza adeguata è anche Winona Ryder, che incarna Mina, l’amata sposa perduta del conte Vlad, un’eroina dalla bellezza semplice ed eterea, divisa tra l’irresistibile infatuazione per il misterioso aristocratico straniero la fedeltà e l’affetto per il promesso sposo Jonathan. A non funzionare troppo è proprio la caratterizzazione di quest’ultimo, affidato ad un acerbo e piuttosto fiacco Keanu Reeves, che risulta piuttosto debole come controparte positiva. Decisamente su un altro livello la performance del sempre incisivo Anthony Hopkins che veste i panni del professore Van Helsing, sarcastico uomo di scienza non privo di un pizzico di follia.

Notevoli, anche se in parti più ridotte, la rossa Sadie Frost, la disinibita Lucy amica della protagonista, e un quasi irriconoscibile Tom Waits che ricopre il ruolo di Reinfield, reso schiavo dal signore delle tenebre.

 

Costumi, scenografie e montaggio sono sicuramente i punti forti della pellicola, permettendo allo spettatore di immergersi per due ore in un mondo oscuro e intriso di pericoli, sospeso tra storia e leggenda, con una forte impronta stilistica, a tratti quasi pittorica.

Dunque una favola romantica con momenti horror che merita una visione soprattutto per chi è appassionato del genere vampiri.

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