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Cimitero vivente

Regia di Mary Lambert vedi scheda film

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La recensione su Cimitero vivente

di Furetto60
7 stelle

Discreto horror.

Se non ci fosse stato King, il cinema horror e non solo, sarebbe stato sicuramente orfano di un autore, brillante e prolifico, che ha regalato tantissimo alla settima arte, in termini di sceneggiature, spunti e copioni. Quasi sempre le sue opere letterarie, hanno “goduto” di una corrispettiva trasposizione cinematografica. La filmografia, relativa alle sue storie, è ampia e assortita, gli esiti altalenanti, non sempre efficaci. Questo film, ispirato a un buon libro dello scrittore del Maine, si mantiene su un discreto livello.Louis Creed è un medico incaricato di prestare servizio in una scuola di Ludlow, un piccolo e tranquillo centro del Maine, così, si trasferisce insieme alla sua famiglia,la moglie Rachel e i due figli, i piccoli Ellie e Gage,nella cittadina, dove acquista una villetta in campagna, nei pressi di un vecchio cimitero indiano,ove a causa di una maledizione le creature ivi sepolte tornano in vita, diventando però solo fisicamente uguali a prima, in sostanza cambiano natura trasformandosi in creature “malvage”ne faranno le spese,uno alla volta, tutti i membri della famiglia,  a cominciare dal  gatto . L'idea dei morti che resuscitano, ovviamente non è originale, si pensi a tutti gli “zombie” del cinema, per non parlare dei vampiri, o di quant’altro,gli appassionati della letteratura gotica, lo sanno sin troppo bene, tuttavia questo lavoro datato 1987,ha una sua fisionomia peculiare.

La colorazione horror è forte, ci sono molte scene da brivido, che connotano senz’altro il film nel novero di questo genere, grazie anche ad atmosfere spettrali e lugubri di grande effetto e suggestione, tuttavia l’autore innanzitutto e poi la regista, pongono interessanti quesiti esistenziali sul tema della morte, la sua ineluttabilità, il suo mistero.

Da evitare accuratamente lo sbiadito sequel.

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