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La zona morta

Regia di David Cronenberg vedi scheda film

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La recensione su La zona morta

di maso
8 stelle

Tanti grandi registi hanno tramutato su pellicola i romanzi di Stephen King e con il film in questione Cronenberg ha compiuto una bella impresa: senza tradire il libro ha smorzato i suoi eccessi visivi per dare più spessore ai personaggi e maggior scorrevolezza alla storia drammatica di un uomo condannato a vedere oltre il tempo grazie ad una capacità extrasensoriale acquisita in seguito ad un pauroso incidente che lo ha mandato in coma per 5 lunghi anni privandolo del lavoro e del suo grande amore.

Johnny Smth riprende conoscenza e scopre che con una stretta di mano può percepire eventi futuri e passati riguardanti il soggetto con il quale è a contatto e proprio in queste sequenze il film emoziona particolarmente grazie ad un montaggio frenetico che oscilla fra il presente e i luoghi d'azione futuri o di fatti già avvenuti in cui Johnny si immerge ogni volta e riesce a salvare persone o risolvere un caso intricato di un serial killer, la resa emozionale del personaggio la si deve molto ad un commovente Christopher Walken condannato dal destino a sacrificare la propria felicità in favore dell'intera umanità, una prova memorabile e intensa che si scontra con quella altrettanto efficace di Martin Sheen nei panni di un candidato alla presidenza invasato al punto da schiacciare i bottoni delle armi nucleari.

L'ambientazione invernale favorisce il grande freddo del protagonista che trasmigra come un brivido gelido fino allo spettatore che non ha difficoltà ad immedesimarsi con l'eroe tragico del film. 

I toni fantastici si intrecciano con la bella storia d'amore fra Johnny e Sarah, la donna che nonostante il coma e il suo dramma esistenziale non lo ha mai dimenticato, i due binari narrativi procedono spediti senza annullarsi fino al bellissimo finale degno del miglior Hitchcock in cui l'ultima preveggenza del protagonista sottolinea come la figura di Johnny si possa accostare a quella di Cristo.

 

 

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