Mal di pietre

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Regia di Nicole Garcia

Con Marion Cotillard, Louis Garrel, Alex Brendemühl, Gwendoline Fiquet Vedi cast completo

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Trama

Gabrielle è cresciuta tra le fila della piccola borghesia agricola, dove il suo sogno di una passione assoluta fa scandalo. In un'epoca in cui il destino delle donne è il matrimonio, Gabrielle è costretta dai genitori a vivere con José, un lavoratore stagionale che ha il compito di renderla una donna rispettabile. Gabrielle non lo ama e si sente come sepolta viva. Quando però si reca in un centro termale per curare i calcoli renali, fa la conoscenza di André Sauvage, un tenente ferito nella guerra in Indocina di cui si innamora. I due fuggono insieme e Gabrielle sarà disposta a tutto pur di vivere il suo sogno.

Approfondimento

MAL DI PIETRE: DA UN ROMANZO DI MILENA AUGUS

Diretto da Nicole Garcia e sceneggiato dalla regista con Jacques Fieschi, Mal di pietre si basa sull'omonimo romanzo di Milena Agus e racconta la storia di Gabrielle, una giovane donna che vive in un piccolo villaggio nel sud della Francia in un momento storico il cui il suo sogno di vivere il vero amore è considerato scandaloso e addirittura folle. Contro la sua volontà, i genitori la danno in sposa a José, un contadino spagnolo onesto e amorevole che credono possa fare di Gabrielle una donna rispettabile. Costretta però dalle pietre ai reni a curarsi tra le Alpi, Gabrielle fa però la conoscenza di André, un ferito veterano della guerra in Indocina, che riaccende la passione sepolta in lei. Con l'amore ritrovato, Gabrielle desidera fuggire e svincolarsi da un matrimonio che la imprigiona, mostrandosi determinata a perseguire il suo sogno senza dover rinunciare come in precedenza.

Con la direzione della fotografia di Christophe Beaucarne, le scenografie di Arnaud de Moleron, i costumi di Catherine Leterrier e le musiche di Daniel Pemberton, Mal di pietre vede gli attori Marion Cotillard, Alex Brendemühl e Louis Garrel, portare in scena i personaggi di Gabrielle, José e André. A spiegare meglio le intenzioni del film sono le parole della stessa regista in occasione della partecipazione in concorso al Festival di Cannes 2016: «Il romanzo di Milena Agus mi ha suggerito l'idea di quanto potente possa essere il destino di una donna. Ma un libro richiede interpretazione e reinvenzione. Al fine di rendere mia la storia, ho dovuto appropriarmene liberamente: ciò mi ha consentito di deviare dal testo originale senza tradirlo. Con Fieschi abbiamo modificato la storia, l'abbiamo sviluppata e ne abbiamo inventato nuove parti, senza perdere mai di vista ciò che mi aveva profondamente colpita e il motivo per cui mi era piaciuta.

Il destino di Gabrielle è caratterizzato dalla forza di cui tutti siamo capaci quando i nostri desideri e i nostri sentimenti ci guidano ad andare oltre i nostri stessi limiti, al di là di noi stessi. Sin da quando è molto giovane, Gabrielle è accompagnata da un forte desiderio carnale che lei chiama "la cosa principale", una dolce fuga di desiderio e amore, un ardore animale. Tale passione, che interessa tutta la sua persona, finisce con lo scontrarsi brutalmente con l'uomo che vuole soffocarla (l'insegnante del villaggio) e con la condanna della sua famiglia e della società tutta degli anni Cinquanta. Nonostante la sua volontà, Gabrielle viene data in sposa a qualcuno che non ama ma nei 17 anni che verranno non perde mai niente di quella forza pulsante che le fa considerare il mondo intorno mediocre. E quando finalmente sperimenta il grande amore, quel momento estatico che potrebbe dare un nuovo senso alla sua vita ma che il destino rischia di rubarle, Gabrielle dimostra di cosa può essere capace la sua grande passione.

Gabrielle vive al crocevia di un mondo tradizionalista e di un tempo di maggiori speranze e libertà. Mi interessano i personaggi femminili che hanno una dimensione agitata e poetica. C'è qualcosa nella follia delle donne che mi attrae soprattutto quando queste nascondono una forte fragilità interiore, potenzialmente in grado di esplodere e provocare una catastrofe. Di Mal di pietre mi piacciono anche i due personaggi maschili, il marito José e l'amante André. Apprezzo la loro modestia, il loro coraggio e i loro silenzi. Una delle caratteristiche di questa storia è che i personaggi non ristagnano e non sono prigionieri delle situazioni».

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Commenti (4) vedi tutti

  • Rifacendosi al romanzo italiano omonimo della scrittrice sarda Milena Agus (2002), la regista Nicole Garcia sembra aver soddisfatto pienamente le attese della sua ispiratrice; non altrettanto si può affermare per il pubblico cinefilo di Cannes, che lo scorso anno espresse il proprio dissenso, anche con molto clamore...

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Buona trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Milena Agus

    leggi la recensione completa di Furetto60
  • Ottimi regista e attori. Bel film, girato e montato con grande professionalità, che paga lo scotto con i critici per aver scelto un argomento da romanzetto rosa. Da non perdere!

    commento di iro
  • Melodramma bolso e ingannevole che segna un ritorno fiacco in regia da parte di una valida attrice che ha dato contributi decisamente migliori nella sempre più frequente esperienza nella direzione. Un cast glamour in grado di prenotarsi un posto di diritto al festival più noto, una vicenda noiosa e senza nerbo che favorisce lo sbadiglio.

    leggi la recensione completa di alan smithee
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La recensione più votata è negativa

laulilla di laulilla
4 stelle

Provenza – Anni ’50 Sullo sfondo suggestivo dell’abbazia di Sénanque e dei campi di lavanda che la circondano, aveva vissuto la propria adolescenza tormentata Gabrielle (Marion Cotillard). Ai mutamenti del corpo e alla tempesta ormonale conseguente, la giovane aveva reagito cercando di dissimulare debolmente le prepotenti pulsioni sessuali sotto… leggi tutto

2 recensioni negative

Recensioni

La recensione più votata delle positive

leporello di leporello
7 stelle

   Credo sia impossibile afferrare i pregi di questo film se non lasciandosi assorbire quanto più passivamente possibile dalla protagonista Gabrielle (una Marion Cotillard, se possibile, ancora più strepitosa del solito). E’ un esercizio non facile (piccola spia di ciò: la scarsa considerazione attribuita al film dalla valutazione media degli amici di… leggi tutto

2 recensioni positive

2020
2020
Trasmesso il 26 febbraio 2020 su Rsi La1
2018
2018

Recensione

Furetto60 di Furetto60
7 stelle

Negli anni Cinquanta,l'instabile e giovane Gabrielle, vive in un piccolo paese nel sud della Francia,è preda di strani e violenti raptus e  anche di  ardori sessuali irrefrenabili ,perfino verso il suo insegnante di letteratura, che però non ricambia, anzi s'indigna e  la mortifica , suscitando la sua rabbiosa,pubblica e plateale reazione. La…

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Uscito nelle sale italiane il 10 aprile 2017
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alan smithee di alan smithee
3 stelle

FESTIVAL DI CANNES 2016 - CONCORSO Titolo internazionale travisatore e fuorviante per Mal de pierres, che invece allude al problema dei calcoli renali, circostanza che induce la nostra protagonista Gabrielle a recarsi, in pieni anni ’50, presso una località di cura montana per una cura appropriata. La donna, di una famiglia della borghesia proprietaria terriera, è indotta…

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