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Gli ultimi saranno ultimi

Regia di Massimiliano Bruno vedi scheda film

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Paul Hackett

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La recensione su Gli ultimi saranno ultimi

di Paul Hackett
5 stelle

Una gravidanza, a lungo cercata e desiderata, fa perdere il lavoro all'operaia Luciana Colacci che, progressivamente, assiste allo sfaldarsi delle sue piccole certezze, nell'indifferenza dello sfaccendato compagno Stefano che non vuol proprio saperne di mettere la testa a posto. Nel frattempo, il poliziotto Antonio Zanzotto, trasferito dal veneto nella stessa cittadina laziale di Luciana, cerca di superare la malcelata ostilità dei nuovi colleghi.

 

Un film scisso in due parti ben distinte: la prima è una sorta di tragicommedia proletaria agrodolce, vagamente nello stile di Ken Loach, mentre la seconda assume i contorni di Un Giorno di Ordinaria Follia, rigorosamente all'amatriciana. Gli Ultimi Saranno gli Ultimi mette tante carne al fuoco, ma si perde e si sfilaccia per strada, schiacciato sotto il peso delle sue sia pur lodevoli intenzioni di denuncia sociale, faticando peraltro non poco a gestire il doppio binario delle due vicende (quella dell'operaia e quella del poliziotto) che scorrono parallele per incontrarsi in maniera alquanto artificiosa solo nell'invero confuso finale. Buono il cast e brava la protagonista (anche se il suo personaggio è fin troppo "carico" e sopra le righe). Regia senza infamia e senza lode del solito Massimiliano Bruno, collaboratore di vecchia data della Cortellesi.

 

Nell'insieme mediocre: 5/10.

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