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Il Re Scorpione 4 - La conquista del potere

Regia di Mike Elliott vedi scheda film

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La recensione su Il Re Scorpione 4 - La conquista del potere

di Maciknight
4 stelle

Filmetto banale ma a tratti divertente, più involontariamente che per talento comico, sul resto stenderei un velo pietoso e lo sotterrerei in profondità, per evitare qualsiasi rischio di proseguimento della serie del Re Scorpione. Del resto se si sono fermati con Conan il Barbaro, che in confronto era un capolavoro, perché insistere su questo?

Filmetto da oratorio, nel senso pieno del termine, sembra infatti scritto ed interpretato da adolescenti o ragazzini in età prepuberale durante un raduno o ritiro in oratorio, con la supervisione di un precettore dotato di senso dello humour. Infatti l’unico aspetto positivo del filmetto è la comicità contenuta, che direi al 50 per cento volontaria, reso evidente dalle scene di scontri fisici che ricordano i vecchi film anni ’70, che non solo non sono realistiche e drammatiche, come ci si aspetterebbe nel contesto descritto, ma sono esclusivamente comiche. Altra evidenza dell’intenzionalità comica sono alcune scene di alleggerimento, che ricordano i film parodia di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia o quelli dei fratelli Vanzina. Un altro 50 per cento è probabilmente comicità involontaria, dovuta all’imperizia ed alla mancanza di talento, idee evolute, invenzioni, ecc., in quanto è tutto già visto e rivisto in decine di film, con il disvalore aggiunto del basso budget e quindi della sceneggiatura, scenografia, ambientazione, ecc.. raffazzonata, approssimativa ed inconcludente, talmente scarna da far dubitare di tutta l’operazione, chiedendosi quali possano essere state le motivazioni alla base. Scene, eventi, azioni, ecc., tutto è talmente banalizzato, sciocco e stereotipato, che sembra prevalga una volontà di appiattimento, mediocrità e bruttezza a tutti i livelli strutturali nell’organizzazione e produzione del filmetto. Come già detto si salva solo il senso dello humour, la comicità intrinseca, il desiderio di far divertire più che spaventare in questo fantasy, che di fantasia ne contiene poca, ma tanti scopiazzamenti con minime variazioni sul tema. I pochi attori noti recitano parti secondarie e spente, senza alcuna convinzione e valore aggiunto, come Rutger Hauer, ormai da anni in declino inarrestabile con ruoli penosi e poco dignitosi in film da dimenticare subito.

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