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Soli contro il crimine

Regia di David A. Prior vedi scheda film

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La recensione su Soli contro il crimine

di silviodifede
1 stelle

B-movie a uso e consumo dei fan di Pamela Anderson: tra dialoghi allucinanti e espressività ridicole, si scade continuamente nella comicità involontaria.

Visto il successo assoluto (zero), questo film è uscito sotto una quantità enorme di titoli, sia in USA che in Italia. Il titolo originale più noto è "Raw Justice", ma è uscito anche col nome di "Good Cop, Bad Cop" e addirittura "Strip Girl". In Italia è uscito inizialmente come "Soli contro il crimine", ma in DVD (e anche su Amazon Prime) è andato con il fuorviante (sembra il titolo di un pornazzo) "Pam XXX - Indagine ad alto rischio" (oppure "Pam XXX - Squillo ad alto rischio"). Il che già fa capire la traiettoria magnifica avuta da questo film.

 

E' chiaramente una pellicola nata a uso e consumo dei fan di Pamela Anderson (che in quegli anni non si sapeva come piazzare e fece quattro di film del genere), ma che anche nel campo dei b-movie tocca un livello semplicemente allucinante.

Infatti è un meraviglioso delirio, girato in maniera del tutto improvvisata, con il regista che doveva essere sia svogliato che incapace.

 

Pam appare nella prima scena, è una prostituta (tanto per mettere subito in chiaro le cose) e un devastante David Keith le ruba i vestiti per inseguire un omuncolo che non aveva rispettato la libertà vigilata. Non rivedremo più Pamelona fino alla mezz'ora del film e ci accorgeremo di quanto non sia lei la peggiore a livello interpretativo nel film.

Intanto una bellona (April Bogenschutz) ha un appuntamento disastroso con quello che è un volto noto: incredibilmente a recitare (malissimo) in questo filmaccio c'è Robert Hays, uno che in realtà sarebbe un attore di culto anche soltanto per essere stato il Ted Striker del meraviglioso L'aereo più pazzo del mondo! Incredibile che sia finito qui, la sua carriera deve aver avuto un capitombolo disastroso.

Si scoprirà poi che la bellona è la figlia del sindaco. Intanto, sempre per capire l'intento artistico della pellicola, la fanno tornare a casa e arriva il cattivone a strangolarla. Tutto qui? No ovviamente, mica poteva morire sporca dopo la faticosa uscita, prima c'è bisogno di metterla (così aggratis) sotto la doccia, per momenti di grandissimo cinema.

I poliziotti ovviamente credono che ad averla ammazzata sia stata Hays e fanno irruzione già in piena notte nel suo appartamento, svegliandolo al buio con la sola luce delle torce e portandolo a dire un meraviglioso "ma è un nuovo videogame questo?".

E via così per tutto il film, contornato da dei dialoghi buttati lì a casaccio e dalle espressioni facciali di tutti gli attori (basti vedere il sicario killer della bellona con che espressione muore al minuto 15) che portano immediatamente nel puro delirio, visto che si arriva continuamente a della splendida comicità involontaria.

Hays intanto viene liberato, torna a casa di mattina, sente un odorino strano, con una naturalezza splendida (??) apre immediatamente il frigo e (mentre alle spalle si nota un orologio da parete con la lancetta dei secondi ferma!) trova dentro di questo (sì, la lettera era dentro il frigorifero, a prendere fresco) la finta lettera con la sua confessione dell'omicidio della bellona, lasciandolo perplesso: "Ma questa è la mia calligrafia!!". Bellissimo. Gli occhi vanno alla cucina, primo piano: il gas è aperto (ecco l'odorino!). E via di corsa in tuffo fuori casa proprio mentre tutto stava esplodendo. Magnifico. Riuscire a far ridere così tanto quando si vuole esser seri è strepitoso.

 

Ma torniamo a David Keith, che domina il film in quanto a recitazione da cani. Prima mena un poliziotto (che poi si capirà che è nel pieno del mega-complotto) che lo prendeva in giro (e anche Leo Rossi ci regala una faccia magnifica prima di farsi rompere il naso), poi scova Hays con cui ha un dialogo strettissimo di qualità finissima: "Mi hai inseguito!" "Scappavi!!!". Dialoghi di una ricercatezza unica.

Davvero la "prestazione" di Keith è una cosa fuori dal mondo: nella vita ho visto tanti film e tanti attori recitare malissimo, ma quello che combina lui va oltre l'immaginazione, per una delle peggiori interpretazioni possibili. Soprattutto è un disastro quando dovrebbe essere simpatico o sarcastico. Memorabile quando irrompe con la mazza da baseball nell'ufficio di un omuncolo e prova a prenderlo in giro con gli "ohh ci speravo" o i "bugiaaa", regalandoci una mimica facciale devastante soprattutto per la capacità (o l'incapacità) di passare dal sarcastico al cattivissimo nel giro di un secondo, una scena strepitosamente trash.

 

Pamelona intanto era tornata, ha un dialogo anche qui surrealmente intenso con Hays ("ho scelto l'uomo sbagliato [...], ha detto che avrebbe smesso è saremmo andati in California" "e invece?" "è morto". Sembra black humor, uno scambio serrato da sit-com, in realtà vorrebbero essere struggenti) e poi è chiamata a fare le due scene clou della pellicola (l'unico motivo per cui questo film è stato prodotto), due scene che a quanto racconterà in futuro sono state un "esperienza orribile" per lei: per la serie, ma come diavolo hanno girato sto film? Pam dirà che addirittura pianse per queste scene. Probabilmente il riferimento è all'assurda prima scena di sesso, quella con David Keith che dopo che erano inseguito dal nulla in strada inizia a copulare con lei attaccati al muro, una cafonata unica. Ne farà un'altra poi con Hays (già, lo script raffinato prevedeva che si accoppiasse con entrambi i protagonisti) ma quella più ordinaria, per quanto entrambe le scene (così come la già descritta doccia della Bogenschutz) buttate lì senza motivo in modo gratuito, per mettere una finta patina di eros (che poi l'erotismo sarebbe altra cosa) nella banalissima vicenda poliziesca. In definitiva, coi suoi limiti da attrice, la Anderson resta l'unica (anche per definizione del film) a non essere completamente fuori luogo.

 

Si va avanti così, con i soliti dialoghi buttati a casaccio (ci hanno messo anche un "ora capisco come si sentiva Lee Harvey Oswalt", così senza alcun senso!) e una sceneggiatura forzatissima, con colpi di scena telefonati, arrivando a un finale in cui oltre al sangue a fiotti si vede anche come il regista non abbia alcuna voglia di far nulla nelle scene di azione, di una staticità strampalata.

 

Il quadro è allora completo per un film degno di entrare nel gotha assoluto del trash mondiale.

Vedere per credere.

 

Voto: 1--

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